Blade Runner 2049 – Acid Zoo ed altri working titles

Cinema
Giorgio Paolo Campi
Innamorato del cinema da quando a sei anni vide "I predatori dell'Arca perduta". E' in procinto di fondare una religione che proclami Macaulay Culkin il nuovo messia.

Innamorato del cinema da quando a sei anni vide "I predatori dell'Arca perduta". E' in procinto di fondare una religione che proclami Macaulay Culkin il nuovo messia.

Com’è noto l’ultima, visionaria e poderosa pellicola del regista Denis Villeneuve, Blade Runner 2049, si configura come un sequel di una delle pellicole più iconiche ed amate del cinema fantascientifico di ogni tempo, Blade Runner, nato dall’estro irripetibile di un altro grande cineasta: Ridley Scott.

Dare un titolo ad un sequel, specie se di questa caratura, non è facile, ma a conti fatti la scelta si è rivelata vincente. Il film di Villeneuve, infatti, deriva il suo titolo dall’anno in cui è ambientato, il 2049, ovvero esattamente trent’anni dopo il 2019, in cui si svolgono le indagini dell’agente dell’unità speciale Blade Runner, Rick Deckard (Harrison Ford), per “ritirare” – eufemismo per indicare l’eliminazione – dei quattro replicanti Nexus 6 in fuga sopravvissuti.

Il titolo del secondo Blade Runner ha però attraversato varie fasi, sin dai primi momenti della stesura della sceneggiatura da parte di Hampton Fancher, che gli aveva assegnato il titolo provvisorio di Acid Zoo, durante la lavorazione, come ha rivelato su Monsters&Critics il co-sceneggiatore Michael Green:

Quando Hampton scrisse il suo adattamento e la bozza, la intitolò Acid Zoo, che è un titolo fantastico. Per un po’ è stato il loro working title . Lui non lo sa, ma quando ho cominciato a lavorarci io, il working title è stato “Queensboro” [ponte sull’ East River a New York City, ndr] perché mi sono sempre considerato di New York. Stavo a Manhattan ed ero in strada. So che Hampton vive a Brooklyn e mentre andavo avevo il mio portatile sulle ginocchia in un taxi e faccio “D’accordo, è il ponte tra noi due”. Così, per molto tempo, il titolo di lavorazione fu Queensboro.

Il titolo poi subì un’ulteriore modifica, e si tramutò in Triborough (altro ponte, sempre a New York) quando il titolo precedente divenne di pubblico dominio.

E la serie dei titoli non si ferma qui: Andrew Kosove, rappresentante e CEO della Alcon Entertainment (casa di produzione del film), ha rivelato che uno tra i possibili titoli (uno dei più probabili) a cui si era pensato era Blade Runner: Androids Dream. Ecco quanto Kosove ha dichiarato inoltre riguardo al dibattito sul nuovo titolo:

Il film era sempre Blade Runner. Perciò si discuteva solamente riguardo ad un’aggiunta al titolo. Non era come se stessimo cominciando davvero da zero. Era Blade Runner. C’era una manciata di altri titoli di cui si parlava. Molte persone avevano opinioni differenti.

Blade Runner: Androids Dream avrebbe certo contribuito ad allacciare un legame più stretto con l’opera letteraria che aveva ispirato il primo Blade Runner nel 1982, ovvero il romanzo di Philip K. Dick, intitolato Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (in originale Do Androids Dream of Electric Sheeps?), pubblicato per la prima volta dalla casa editrice Doubleday nel 1968. In entrambi i film i sogni (così come i ricordi) sono una componente imprescindibile della profonda riflessione sulla natura della vita umana – e non – e sul discrimine tra increato, generato e creato. A conti fatti, però, il titolo Blade Runner associato alle cifre numeriche fu preferito:

Penso che Broderick [Johnson, partner di Alcon Entertainment, ndr] e io abbiamo intuito che più semplice fosse meglio. Per il fatto che il film originale e il primo frame originale del film fosse la Los Angeles del 2019, e dal momento che la nostra storia si svolge dopo trent’anni da quel momento, abbiamo creduto che fosse molto semplice e pulito chiamarlo soltanto Blade Runner 2049, in opposizione alla gran quantità di questi altri titoli di cui si discuteva.

Blade Runner 2049 è prodotto da Alcon Entertainment, Thunderbird Entertainment e ScottFree Productions (lo stesso Ridley Scott infatti ha partecipato al progetto nel ruolo di Executive Producer) e verrà distribuito da Warner Bros. negli Stati Uniti, da Columbia Pictures nel resto del mondo. La sceneggiatura è stata scritta da Hampton Fancher (già co-sceneggiatore del primo Blade Runner) e Michael Green (Logan, Alien: Covenant, American Gods)

Il cast, oltre al recupero di Harrison Ford nei panni dell’agente Deckard, vedrà l’ingresso nel franchise di volti nuovi, tra cui alcuni già molto noti: Ryan Gosling (Drive, Le idi di marzo, Solo Dio perdona, la grande scommessa, La La Land), Jared Leto (Fight Club, American Psycho, Requiem for a Dream, Dallas Buyers Club, Suicide Squad), Dave Bautista (Guardiani della Galassia), Robin Wright (Forrest Gump), Mackenzie Davis (The Martian, Black Mirror), David Dastmalchian (Il Cavaliere Oscuro, Ant-Man), Ana de ArmasEdward James Olmos (Blade Runner, Battlestar Galactica).

E voi, cosa ne pensate? Vi piace di più il titolo ufficiale o quello scartato? O, se avete già visto il film, ne avreste preferito qualche altro ancora? Fatecelo sapere nei commenti!

Blade Runner 2049 è disponibile nelle sale italiane dal 5 ottobre 2017. Se non l’hai ancora visto, corri in sala!

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