Tokyo Ghoul Live Action, la Recensione – NO SPOILER

Anteprime
Carmen Graziano
Gamer appassionata di Cinema, Anime, Manga, Serie TV e tutto ciò che riguarda Tecnologia ed Intrattenimento. Si narra che nella vita faccia anche altro, ma non ne siamo così sicuri...

Gamer appassionata di Cinema, Anime, Manga, Serie TV e tutto ciò che riguarda Tecnologia ed Intrattenimento. Si narra che nella vita faccia anche altro, ma non ne siamo così sicuri...

Finalmente arriva anche in Italia, il 6-7 Marzo 2018, il live action ispirato alla serie di manga ed anime che ha ipnotizzato il mondo. Solo pochi giorni fa vi abbiamo mostrato una “pillola” del film ed oggi, ci sentiamo pronti ad una vera e propria recensione.

Siamo stati invitati da Nexo Digital ad assistere all’anteprima del film con il generoso omaggio del primo numero della serie.

Trama

In una Tokyo invasa da Ghoul celati e mescolati agli umani, Ken, giovane studente universitario amante della lettura, viene sedotto ed attaccato da una dei più forti della specie. La dea bendata sceglie di “salvare” il giovane facendo si che una valanga di travi cada sulla sua predatrice, questo però porterà delle gravi conseguenze.

Al risveglio, Ken si trova in una camera di ospedale senza ben capire chiaramente cosa sia successo, ma uno speciale del telegiornale sulla TV locale gli schiarisce le idee. Il chirurgo che lo ha salvato ha utilizzato il corpo giacente del suo assalitore per salvargli la vita. Parte dei suoi organi (ma soprattutto il suo stomaco) provengono da un donatore Ghoul. Benchè apparentemente umano, adesso Ken è diventato un ibrido Ghoul-Uomo che non gli permetterà mai più di cibarsi di tutto ciò che amava mangiare. Infatti, come cita anche un importante studioso nei programmi televisivi, la lingua dei ghoul contiene un enzima che gli fa sentire il cibo utilizzato comunemente dagli umani come disgustoso e puzzolente.

Inizialmente Ken si rifiuta di divorare gli esseri umani, ma gli porterà ad azioni incontrollate ed il dolore dei morsi della fame. Questo lo condurrà ad essere inserito (dopo una serie di coinvolgenti eventi) nella comunità ghoul del ventesimo distretto, che lo aiuterà a gestire gli impulsi ed a sopravvivere in questo “mondo sbagliato”.

La Tecnica

Sebbene i 120 minuti di film abbiano costretto il regista Kentaro Hagiwara a tagliare molte parti importanti della trama, questa non si scosta particolarmente dall’originale se non per piccoli particolari. Infatti, se nella trama dell’anime inizialmente Ken non crede all’esistenza di queste mostruose creature tanto da spingerlo ad andarne alla ricerca, nel film questa parte viene bypassata per dare spazio a scene d’azione senza le quali la pellicola non avrebbe lo stesso senso.

Grazie alla buona interpretazione degli attori (molto raro, a parer nostro, per l’Hollywood Nipponico) si evincono chiaramente i sentimenti del personaggio. Masataka Kubota ha saputo mostrare la stessa passione per la letteratura e lo stesso senso di rimorso, rifiuto e frustrazione che prova Ken nei disegni di Tokyo Ghoul. Ma per fortuna, non è stato l’unico ad avere un feedback così positivo, quasi tutti i suoi colleghi sono stati in grado di dare il meglio di se senza scostarsi molto dal personaggio.

Anche i costumi ben fatti hanno accompagnato, non ci sorprende che siano stati realizzati da uno dei maggiori stilisti dell’arcipelago giapponese Masanori Morikawa, grande fan del manga originale di Sui Ishida e stilista del marchio giapponese di moda Christian Dada. Unica pecca in questo ambito sono proprio i capelli di Ken… come mai sono ancora tutti neri?

In ultimo, ma non per importanza, la computer grafica e gli effetti speciali sono stati qualcosa di veramente spettacolare. Non ci saremmo mai aspettati di meno dal popolo creatore delle maggiori tecnologie. Ci bastava guardare le loro opere in ambito videoludico per capire che anche qui non sarebbero stati da meno. Alcune delle cose che ci hanno maggiormente colpiti sono senza alcun dubbio le “code” dei personaggi. Queste sono state curate nei minimi particolari, sia nella forma, sia nei colori ma soprattutto nel movimento. Se così non fosse stato, questa live action non sarebbe stata la stessa.

Infondo i giapponesi non avevano tutti i torti, non solo non si distacca (almeno non così tanto) dalla serie originale, ma il regista ha saputo dare un filo logico continuativo tale che, anche chi non ha mai visto o letto l’opera di Sui Ishida potrà gustarsi senza rimorso questo film.

In conclusione..?

Quello che pensiamo noi ormai lo avete ben chiaro, questo film è davvero ben riuscito nonostante i problemi di budget che fece notare il regista in una intervista. Vi ricordiamo, però, che è un film abbastanza forte e forse non è proprio adattissimo ai deboli di stomaco proprio a causa dell’opera a cui è ispirato. Tokyo Ghoul non è mai stato noto per essere un film romantico, piuttosto si posiziona bene tra i dark/splatter dello stesso genere.

Tokyo Ghoul

Tokyo Ghoul
8.7

Trama

7.5 /10

Sceneggiatura

8.0 /10

Costumi

9.0 /10

Effetti Speciali

10.0 /10

Godibilità e Scorrevolezza

9.0 /10

Pros

  • Trama fedele all'opera originale
  • Costumi ben fatti
  • Effetti speciali davvero impressionanti

Cons

  • Tagli di alcune scene importanti
  • I capelli di Ken,. Ma non erano bianchi?

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