Ant-Man & The Wasp, la Recensione – NO SPOILER

Anteprime
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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I Marvel Studios hanno generato un franchise talmente forte da scandire l’annualità cinematografica legata al mondo dei blockbuster. Avengers Infinity War ha rappresentato il vero e proprio culmine, con un incasso globale che ha superato i due miliardi di dollari, entrando in quell’Olimpo dove siedono Avatar, Titanic e Star Wars Il Risveglio della Forza. Il primo film a seguirlo, e ad occupare il tempo che ci separa dal quarto episodio dedicato ai Vendicatori, è Ant-Man & The Wasp, seguito dell’acclamato primo capitolo. La pellicola, arrivata nelle sale cinematografiche statunitensi lo scorso 6 Luglio, debutterà in Italia il 14 Agosto. Nel frattempo abbiamo avuto modo di poter vedere il film in anteprima, durante la promozione italiana che ha visto una conferenza stampa con Paul Rudd e Evangeline Lilly, di cui parleremo separatamente, e soprattutto la presenza degli attori e del film al Giffoni Film Festival nei prossimi giorni.

Un passo indietro

Chiariamo immediatamente alcuni punti, evitando accuratamente gli spoiler: la pellicola, come annunciato, si svolge prima di Avengers Infinity War. Scott Lang è agli arresti domiciliari da due anni, dopo la battaglia in Germania al fianco di Capitan America. La reclusione lo ha così allontanato sia da Hank Pym, il primo Ant-Man, che da sua figlia Hope, ora Wasp. Eppure il gruppo dovrà riunirsi, per uno scopo più grande: salvare dal Regno Quantico Janet Van Dyne, moglie di Hank e madre di Hope. Molti saranno gli ostacoli, alcuni piuttosto “comuni” e altri decisamente “super”, dando vita al degno successore del primo capitolo, in un action-comedy davvero efficace.

Peyton Reed riporta in scena i tanti personaggi di Ant-Man, in quello che è un vero e proprio piccolo universo all’interno del Marvel Cinematic Universe, mescolando il tutto in un mix davvero esplosivo. Il ritmo non lascia spazio allo spettatore, riuscendo nel difficile compito di non annoiare in un film che effettivamente dura circa due ore. A farla da padrone, oltre al lato più action, è un umorismo sagace, pungente, allontanandosi dalla comicità più “demenziale” che ha contraddistinto i due film dedicati ai Guardiani della Galassia e a Thor Ragnarok: Ant-Man & The Wasp non imita, bensì reinventa se stesso, proseguendo sul solco tracciato dal primo Ant-Man.

Rivelazioni

Come caratterizzazione prosegue il binomio tra i due Ant-Man, interpretati da Paul Rudd e Michael Douglas: alla leggerezza del primo corrisponde all’opposto un uomo controverso, arrabbiato, tutt’altro che facile da portare sullo schermo. Douglas porta il suo talento in questa difficile missione, donandoci una ottima incarnazione del personaggio.

Oltre a loro sono diversi i personaggi e gli interpreti che giovano di questo sequel. La prima è sicuramente Evangeline Lilly nei panni di Hope, ritrovandosi non più nel semplice ruolo di “aiutante”, ma come vera e propria coprotagonista del film, indossando a tutti gli effetti i panni di supereroina: un ruolo che le si addice decisamente di più rispetto alla “donna in carriera”. Michael Peña sa davvero cosa vuol dire divertire il pubblico, con il suo Luis che conquista il pubblico a ogni apparizione, con un peso niente male per un personaggio così marginale: lo vedremo in Avengers 4?

Ma la vera scoperta è lei, Abby Ryder Fortson, nel film la piccola Cassie Lang: il suo personaggio, nonostante per ovvi motivi sia poco sullo schermo, mostra una attenzione maggiore in fase di scrittura, rivelandosi non solo una maschera sullo sfondo, ma donando un qualcosa di più.

“Quantistico”

Da un punto di vista puramente più tecnico, a mostrare i muscoli è decisamente la scenografia, insieme alla CGI. Il Regno Quantico è un mondo onirico, perfezionamento di quello già visto per pochi istanti in Ant-Man: una miscela di colori, in un mondo dove il sogno si unisce alla fantascienza, in una armonia che sa decisamente colpire l’occhio. I Marvel Studios si confermano molto attento a questi dettagli, dopo la melodia di colori del Wakanda e le molte location di Infinity War. Buona anche la CGI, che non soffre le difficili scene tra ingrandimenti e rimpicciolimenti repentini.

La colonna sonora è piuttosto classica, non spicca, ma piuttosto accompagna la pellicola. Viene a mancare quell’effetto di sinergia che abbiamo imparato a conoscere con pellicole come Guardiani della Galassia, Thor Ragnarok e Black Panther, ma probabilmente in un film del genere è più funzionale un utilizzo meno sui generis e più usuale.

La sceneggiatura non mostra gravi imperfezioni, anche se i troppi personaggi messi in scena sono finiti per generare un effetto Royal Rumble che non ha giovato al ruolo del villain principale, lasciando con una domanda: c’è veramente un villain in questa pellicola? Purtroppo continua la maledizione dei Marvel Studios: dopo Thanos e Killmonger, due antagonisti che hanno bucato lo schermo, Ant-Man & The Wasp ripropone un antagonista davvero di basso profilo, dimenticabile e mal gestito.

Promosso?

Ant-Man & The Wasp è un film da vedere? Decisamente sì.

Se siete fan dei Marvel Studios troverete sicuramente pane per i vostri denti: dopo il kolossal Infinity War si ritorna in una dimensione più umana, che aveva già contraddistinto il primo Ant-Man. Una storia di esseri umani, prima che di eroi, fatta di rapporti personali, di affetti, di errori, di difetti, ma proprio per questo in grado di emozionare e coinvolgere. Ant-Man & The Wasp non ci mostra eroi come divinità, ma eroi come persone con dei desideri, con delle passioni, in grado di viaggiare attraverso le dimensioni per salvare le persone che si amano.

Tra azione e divertimento, un film che non deluderà i fan di questi eroi, mini solo nelle dimensioni, ma non nel coraggio.

Dal 14 Agosto al cinema.

Ant-Man & The Wasp

7.6

Sceneggiatura

7.5/10

Regia

7.5/10

Caratterizzazione

8.0/10

Colonna sonora

7.0/10

Cast

8.0/10

Pros

  • Un cast d'eccezione
  • Un ottimo connubio tra umorismo e azione

Cons

  • Assente un antagonista di alto profilo

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