Aquaman, la Recensione – NO SPOILER

Cinema
Stefano Dell'Unto

Arthur Curry è il figlio di Thomas, guardiano del faro di Amnesty Bay, e di Atlanna, principessa di Atlantide. Dotato di superpoteri e capace di comunicare con la fauna marina, Arthur protegge i sette mari da ogni minaccia ma è riluttante a reclamare il trono di Atlantide a causa della sua natura ibrida. Quando il suo fratellastro Ocean Master minaccia di iniziare una guerra con la terraferma, Arthur decide di avventurarsi con la coraggiosa principessa Mera alla ricerca del tridente di Atlan e prendere finalmente il posto che gli spetta come Aquaman.

Titolo originale: Aquaman
Genere: supereroi, azione, fantascienza, fantasy, avventura
Regia: James Wan
Cast: Jason Momoa, Amber Heard, Willem Dafoe, Patrick Wilson, Yahya Abdul-Mateen II, Nicole Kidman, Temuera Morrison
Paese: Australia, USA
Durata: 143 min.
Casa di produzione: DC Comics, DC Entertainment, Warner Bros., Panoramic Pictures, Rodeo FX, The Safran Company
Distribuzione Italia: Warner Bros. Italia
Data di uscita Italia: 1 gennaio 2019
Data di uscita USA: 21 dicembre 2018

Mentre Aquaman veniva messo in cantiere, i signori della Warner Bros. hanno rilasciato interviste dichiarando che il supereroe creato da Mort Weisinger e Paul Norris è sempre stato trattato come uno zimbello ma l’adattamento ce lo avrebbe fatto rivalutare. A ben guardare, sembra un modo inutile per mettere subito le mani avanti. I fan di Aquaman, i lettori dei fumetti DC che conoscono la sua struttura mitologica, non hanno alcun motivo per ritenerlo uno zimbello. Se poi il sorridente biondo con gli occhi azzurri del fumetto viene trasformato in un tamarro polinesiano dark e introverso, forse vuol dire che nel personaggio originale, in fondo in fondo, non ci crede neanche la produzione stessa. In effetti, l’Aquaman di Jason Momoa non ha lasciato grossi segni nel disastroso Justice League ma questo non ha scoraggiato la casa di produzione a procedere con lo stand-alone mentre altri personaggi potenzialmente più remunerativi, come Superman e Flash, sono stati messi in stand-by.

Il regista James Wan e gli sceneggiatori David Leslie Johnson-McGoldrick e Will Beall hanno rimesso Aquaman sulla rotta giusta realizzando una delle trasposizioni più fedeli di sempre, tratta in special modo dalla recente run di Geoff Johns. Come ha insegnato Richard Donner col suo Superman, il film non cerca di essere più furbo del materiale originale, non vuole nobilitarlo o renderlo più maturo e  pretenzioso per dire al pubblico che i supereroi sono pezzi di mitologia da prendere (troppo) sul serio. Nossignore. La sceneggiatura si adegua al fumetto, ne esalta le componenti più camp e stravaganti. Jason Momoa, volente e nolente, indossa quel costume verdeoro a scaglie che poteva sembrare ridicolo e improponibile e risulta invece del tutto adeguato al contesto. Non si cercano nemmeno ruffiani collegamenti fan service col resto del DC Universe cinematografico. La scena durante i titoli di coda apre al sequel e non fa riferimento ad alcun altro franchise.

A tenere tutto in piedi e a rendere il film un autentico spasso è James Wan, l’australiano talentuoso e furbacchione, quello dei franchise horror di successo –Saw, Insidious, The Conjuring– con una propensione per l’action, come dimostrato in Fast & Furious 7. Aquaman si apre come t’aspetti, con la storia delle origini, e come non t’aspetti, con Nicole Kidman che combatte in piano sequenza, primo virtuosismo del regista. Viene restituito al pubblico anche il gusto per il titolo che compare sullo schermo al termine di una sequenza suggestiva ed emozionante.

La macchina da presa viaggia, vola, si tuffa in acqua, scende in profondità fino ad Atlantide, edificata su un lavoro di design ricchissimo e minuzioso. Lo schermo si riempie fino alla saturazione di fauna, edifici futuristici, veicoli da space opera, armature da action figures, tutto costellato di mille luci multicolore. Lo spettacolo adatto a far spalancare gli occhi ai bambini che tornano ad impossessarsi di un immaginario e di un sense of wonder studiato per loro, a scapito di chi continua a pretendere film adulti sui supereroi. Non si pensi, però, ad un’opera estremamente puerile. Wan non si fa problemi a mettere in scena omicidi e sangue anche se poi è bravo a stemperare tutto con una gag comica ben bilanciata. Vediamo Aquaman colpito alla schiena con tanto di effetto splatter ma, un attimo dopo, il supereroe precipita in un’abitazione sfondandone il tetto mentre la vecchia inquilina continua a fare pulizie del tutto indifferente.

Il ritmo è forsennato. Le sequenze di raccordo tra i momenti action sono essenziali, sia nello sviluppo di una trama molto semplice, intervallata da flashback poco invadenti, che nella componente intimista. D’altronde, quando hai la carismatica presenza scenica di un Willem Dafoe o di un Dolph Lundgren, tanto basta a risolvere i personaggi senza ulteriori stratificazioni. Per Black Manta è sufficiente la sua armatura. Gli estrogeni di Amber Heard controbilanciano perfettamente il testosterone di Momoa, sia nei combattimenti che nei battibecchi, anche se la coppia è più credibile nella componente buddy movie che in quella romantica. Patrick Wilson, fedelissimo di Wan, è il villain principale, Ocean Master, ed ha, lui sì, l’aspetto dell’Aquaman classico.

Wan spazia tra i generi. Si parte da una sequenza puramente supereroistica, si passa al peplum nel primo scontro con Ocean Master, diventa un’avventura alla Indiana Jones nella ricerca dell’artefatto mistico nel deserto del Sahara, è un action purissimo nelle elaborate coreografie di combattimento in una Sicilia stereotipata da cartolina, com’è giusto che sia in un cinecomic, è un horror marittimo nell’assalto dei mostri della Fossa, con una scelta cromatica stile The Descent, e si approda al fantasy nel momento Excalibur-Tridente. La battaglia finale è visivamente ricca ma non prolissa o estenuante. E, soprattutto, Aquaman riscatta i supereroi del DC Universe cinematografico. Certo, all’inizio del film commette la sua stupidaggine che tornerà a perseguitarlo in seguito. Ma è un eroe che picchia duro senza uccidere. Non spezza il collo all’avversario quando ci sono mille modi per evitarlo. Non marchia i criminali a fuoco perché vengano uccisi in carcere. 

A voler trovare dei difetti, la colonna sonora manca di un tema iconico riconoscibile, di quelli che fischietti uscendo dalla sala, e c’è un brano rap buttato lì a casaccio che stona con il contesto. 

Si tratta comunque del primo film davvero convincente del DC Universe cinematografico. Sì, anche più del sopravvalutato Wonder Woman. DC e Warner hanno imparato dalle legnate prese con i precedenti film ed hanno intrapreso la strada giusta. Certo, Jason Momoa e Amber Heard non sono Christopher Reeve e Margot Kidder e non hanno la stessa presa sul pubblico e la storia poteva essere ancora più potente sotto il piano emotivo. Le premesse c’erano tutte. Ma è cinema. Un ritorno al cinecomic come dovrebbe essere sempre. E si trattava di Aquaman. Lo zimbello nel quale non credeva nessuno.

Aquaman

7.1

Regia

8.5/10

Sceneggiatura

6.0/10

Cast

6.5/10

Effetti visivi

8.5/10

Colonna sonora

6.0/10

Pros

  • La regia di Wan è scatenata
  • Bilancia bene action e umorismo
  • Spettacolo visivo sontuoso
  • Spazia tra i generi con disinvoltura e consapevolezza
  • Trasposizione fedele al fumetto

Cons

  • L'accoppiata Jason Momoa-Amber Heard funziona a metà
  • Colonna sonora priva di un tema iconico riconducibile
  • Poteva essere ancor più potente sul piano emotivo

Altri articoli in Cinema

Disney+: Olivia Cooke & Lakeith Stanfield in trattative per un film

Sara Susanna26 Giugno 2019

Official Secrets: nuovo trailer del film con Keira Knightley

Sara Susanna26 Giugno 2019

The Good Liar: il trailer del film con Helen Mirren e Ian McKellen

Sara Susanna26 Giugno 2019

Spider-Man: Far From Home: Mysterio e Peter nel nuovo spot TV

Sara Susanna26 Giugno 2019

Il Re Leone: Simba ricorda suo padre nel nuovo spot TV

Sara Susanna26 Giugno 2019

Teen Titans Go! vs. Teen Titans – ecco il trailer del film d’animazione

Sara Susanna26 Giugno 2019