Avengers Infinity War, la Recensione – NO SPOILER

Anteprime
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Non possiamo negarlo: nel recensire Avengers Infinity War c’è una certa emozione. Emozione perché stiamo parlando di un vero e proprio evento, la pellicola in cui culmina il Marvel Cinematic Universe, riunendo i fili sparsi in dieci anni, e in 18 film.

Abbiamo avuto il piacere di vederlo in anteprima, anche se di solo un giorno: i Marvel Studios hanno davvero blindato l’uscita del cinecomics in ogni modo, con la premiere statunitense solo il 23 Aprile, e con l’uscita italiana prevista per il 25. Mentre pubblichiamo queste parole molti di voi saranno infatti già in sala, pronti ad assistere agli spettacoli notturni.

Un’ultima premessa, prima di addentrarci nella recensione vera e propria: non si può e non si deve giudicare la pellicola in base a degli stilemi e a delle categorie “classiche”. Il Marvel Cinematic Universe ha introdotto un vero e proprio ibrido tra serie tv e cinema, dove ogni film è una sorta di “episodio”, e dove molti dettagli, come la caratterizzazione dei personaggi, sono già stati affrontati nei vari stand-alone dei singoli personaggi. Basandoci su quanto detto finora, iniziamo il nostro viaggio nel film che rivoluzionerà ogni nostra certezza.

Dieci anni

Parlare della trama sarebbe un vero e proprio insulto per chi ci sta leggendo. Affronteremo in un articolo dedicato quanto visto nel film, ma per ora limitiamoci, da questo punto di vista, alla più semplice sinossi: Thanos, il folle titano, vuole raccogliere le sei Gemme dell’Infinito, degli artefatti di immenso potere che gli donerebbero capacità a dir poco divine. A contrastarlo, in questa terribile ricerca, ci saranno non solo i Vendicatori, ma tutti i personaggi che abbiamo incontrato in questi anni, come il Dottor Strange e i Guardiani della Galassia. Riusciranno ad opporsi con successo a questa inquietante minaccia?

Sullo schermo abbiamo, nel corso della pellicola, un numero a dir poco enorme di personaggi. La grande sfida, per i fratelli Russo, è sicuramente stata quella di trovare un equilibrio tra tutte le forze in gioco. Se già nel primo The Avengers Joss Whedon era riuscito a malapena nel difficile compito di gestire sei eroi, figuriamoci quanto possa essere stato difficile in questo caso. Eppure, nonostante qualche ovvio dubbio, la missione è riuscita, in un minutaggio che non appare eccessivo: circa due ore e mezza, un tempo ideale per donare ai vari personaggi il giusto spazio. Ciò che risulta davvero interessante è l’interazione tra personaggi provenienti da “ambienti” differenti e da toni narrativi differenti: limitandoci a quanto visto nei trailer, basti pensare a Tony Stark e Steven Strange, così come Rocket e Thor.

Alcuni personaggi chiaramente riescono a svettare più di altri, ma è un contrappasso chiaramente logico e necessario. L’avversario, Thanos, risulta essere, ad oggi, l’antagonista più carismatico dell’intero Marvel Cinematic Universe (e come potrebbe essere altrimenti?). Josh Brolin riesce in un’ottima prova, portando sullo schermo un personaggio complesso, tormentato, machiavellico. Un villain che sa cosa vuole, dai grandi obiettivi e dalla grande personalità.

Mondi diversi

Far convivere molti personaggi, come già detto, ha significato anche portare su schermo diversi toni narrativi. Un grande punto a favore di quanto costruito dai fratelli Russo è la capacità di replicare quanto già visto nelle singole pellicole: i Guardiani della Galassia, ad esempio, non vengono snaturati, “schiavizzati” dalla nuova pellicola, ma anzi vengono risaltate le loro unicità, e ciò vale per gran parte dei protagonisti. Allo stesso modo, il “mood” stesso di Infinity War sa spostarsi con efficacia e in maniera fluida: a scene dal grande valore drammatico si alternano scene più leggere, in un umorismo che è tutt’altro che demenziale. Semplicemente, mantenendo la caratterizzazione dei vari personaggi, era una conseguenza che le loro interazioni avrebbero provocato grandi scintille: l’esempio più chiaro lo abbiamo già visto nei trailer, con Starlord e Iron Man presi a discutere con la loro solita verve. Deve essere chiaro, allo spettatore che vuole vedere la pellicola, che si troverà di fronte ad un grande gioco di equilibri, in cui la “dose” di ogni caratteristica e di ogni tono sono a dir poco fondamentali. Ibridando i vari elementi, si riesce a portare su schermo il cinecomics sicuramente più drammatico tra quelli prodotti dai Marvel Studios, nonostante la componente più leggera non sia stata affatto dimenticata, e anzi, riesca a risaltare in maniera efficace proprio nel contrasto con il lato più cupo.

Da un punto di vista puramente tecnico, il ritmo è decisamente coinvolgente, in un comparto tecnico assolutamente d’eccezione: regia, colonna sonora, effetti speciali e molto, molto altro riescono a cooperare in un risultato decisamente più che positivo. Non ci sono sbavature, e il grande numero di location favorisce il comparo scenografico, che riesce egregiamente nel suo lavoro.

Fine

Una fine che non è la fine. Il prossimo anno arriverà nelle sale il seguito diretto, che porterà la vera conclusione di queste prime tre fasi del Marvel Cinematic Universe. Parliamo dell’attualmente noto Avengers 4, film di cui il titolo non è noto, e che verrà ufficialmente presentato nei prossimi mesi.

Probabilmente la maggior parte di chi sta leggendo questa recensione ha già prenotato i biglietti per Infinity War, considerando la grande attesa che la pellicola ha raccolto negli ultimi mesi, da quel primo trailer che ha letteralmente polverizzato ogni record. Per chi invece è ancora in dubbio, la domanda a cui vorrà una risposta è sicuramente una:“Bisogna andare a vedere Infinity War?”.

Se avete seguito gli eroi in questi anni, sicuramente sì. Questo film è per voi, è scritto, realizzato, proiettato proprio per chi si è avvicinato a questo universo cinematografico in tutti questi anni. Parliamo del culmine, di un vero e proprio omaggio, di una avventura che saprà farvi piangere e farvi restare più e più volte col fiato sospeso, soffrendo e gioendo con i tanti amati personaggi.

Se è il vostro primo film della saga, invece, il risultato non sarà così coinvolgente: questo perché, come detto all’inizio di questa nostra recensione, non parliamo di un singolo film, ma di un vero e proprio ibrido tra film e serie tv. Non aver visto le altre pellicole significa perdere non solo dei giochi di parole, ma non riuscire a cogliere gran parte del film, restando spaesati, nonostante le tante spiegazioni che costellano la pellicola.

In attesa di poterne parlare in un articolo dedicato, analizzando quanto visto in sala, possiamo sicuramente dire che Avengers Infinity War non solo si candida a entrare nella storia del cinema mainstream, ma lo fa di gran carriera e con grande personalità. Un film che può essere il migliore dell’intera saga cinematografica.

Avengers Infinity War

8.3

Regia

8.0/10

Sceneggiatura

8.0/10

Caratterizzazione

8.0/10

Effetti speciali

9.0/10

Colonna sonora

8.5/10

Pros

  • Grande gioco di equilibri tra i molti personaggi
  • Il giusto rapporto tra dramma e toni più leggeri
  • Thanos è un villain decisamente credibile

Cons

  • Poco adatto a chi non ha visto i precedenti film

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