Cinema
Giorgio Paolo Campi
Innamorato del cinema da quando a sei anni vide "I predatori dell'Arca perduta". E' in procinto di fondare una religione che proclami Macaulay Culkin il nuovo messia.

Innamorato del cinema da quando a sei anni vide "I predatori dell'Arca perduta". E' in procinto di fondare una religione che proclami Macaulay Culkin il nuovo messia.

Nel lontano 2005 usciva una dei migliori prodotti cinematografici finora dedicati al Crociato Incappucciato: Batman Begins, prima pellicola della trilogia di Christopher Nolan prodotta da Legendary Pictures e Warner Bros.

Dopo una prima fase di cernita tra molti, gli attori in lizza che concorrevano per il ruolo di Cavaliere Oscuro erano rimasti solamente tre: Christian Bale (che avrebbe poi ottenuto il ruolo), Cillian Murphy e Josh Hartnett.

La storia di Cillian Murphy è già nota: dopo la definitiva scelta di Bale, egli non fu però escluso dai lavori per la pellicola, ma fu scritturato per interpretare il villain di quello stesso film Batman Begins, ovvero il dottor Jonathan Crane (in arte il terrificante Spaventapasseri).

 

 

Nel caso di Hartnett invece, a quanto pare, fu una sua decisione quella di rifiutare il ruolo di Batman, come emerge da un’intervista pubblicata da Associated Press, che trovate in testa alla pagina. Nel 2005 Hartnett preferì lavorare per una produzione molto più ridotta con il regista Peter Næss in Mozart and the Whale (in Italia rilasciato come Crazy in Love), film in cui interpreta uno dei due protagonisti, entrambi affetti da sindrome di Asperger, che conoscendosi vedranno le loro vite sconvolte da una nuova storia d’amore.

 

 

Supportare registi emergenti è qualcosa che ho sempre desiderato fare” dice nell’intervista. Il motivo del rifiuto di Hartnett, però, non sembra essere stata un’avversione ai grandi studios e ai blockbuster movies: infatti prosegue affermando che il suo rimpianto non è stato quello di non aver interpretato il personaggio di Batman, ma piuttosto di non aver intrattenuto una relazione personale, intellettuale e lavorativa con un cineasta dello spessore di Nolan.

Hartnett sembra dirci, tra le righe, che anche con enormi budget e interessi commerciali, è comunque possibile per un regista trovare una via per proporre dei prodotti cinematografici di spessore e che portino impressa una marca autoriale e stilistica che vada oltre le esigenze di mercato. Tra molti che – fortunatamente – sembrano corrispondere a questa idea, Christopher Nolan è forse uno dei più rappresentativi nella presente generazione di artisti.

Josh Hartnett, oltre che in Mozart and the Whale, ha recitato in molti altri film, a partire dalla fine degli anni ’90 (The Virgin Suicides), durante gli anni ’00 (Sin City) fino ad oggi (Oh Lucy!, 2017), ed è stato impegnato come attivista per varie cause, come il surriscaldamento globale o l’elezione alla presidenza degli USA di Barack Obama, e con diverse associazioni: ad esempio Global Cool, USAID e Ad Council.

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