Black Panther, la Recensione – NO SPOILER

Anteprime
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Mentre i riflettori sul mondo dei cinecomics sono puntati su Avengers – Infinity War, i Marvel Studios hanno un ultimo proiettile da sparare sul grande pubblico: parliamo di Black Panther, la pellicola dedicata al personaggio di Pantera Nera, il monarca dell’immaginario stato del Wakanda già apparso in Captain America – Civil War.

Un lavoro, diretto da Ryan Coogler, dal sapore politicamente e socialmente impegnato, con un cast prevalentemente costituito da attori africani e afroamericani. Riuscirà Black Panther a raggiungere il suo obiettivo?

Lunga Vita al Re

Una breve sinossi: pochi giorni dopo gli eventi della Guerra Civile cinematografica, T’Challa è pronto per essere incoronato ufficialmente re del Wakanda. La piccola nazione africana nasconde al mondo un tremendo segreto, custodendo una immensa quantità di vibranio e una tecnologia a dir poco futuristica sotto la maschera di paese del Terzo Mondo. Una vocazione, quella wakandiana, decisamente isolazionista: eppure non tutti i wakandiani sono d’accordo, consapevoli della situazione di discriminazione che vivono i loro fratelli dalla pelle nera in tutto il mondo.

Un racconto appassionante, che trova le proprio radici nel lavoro di Ta-Nehisi Coates, candidato al premio Pulitzer e attuale autore della serie regolare dedicata a Pantera Nera. La politica e il sociale sono parte integrante della sceneggiatura di questa pellicola, in una vera e propria denuncia, in un forte stridere con l’attuale trend della politica statunitense. Se Wonder Woman ha rappresentato il mondo femminile, Black Panther è la voce del mondo dei discriminati.

Decisamente da apprezzare il contrasto tra le posizioni di T’Challa e del suo rivale, Killmonger: lo spettatore non è in grado di discernere con certezza tra bene e male, tra giusto e sbagliato, bensì può ritrovarsi nelle posizioni di entrambi, cercando di dare il proprio sostegno non in base alla razionalità, ma in base alla più pura soggettività. Con il suo messaggio, Black Panther finisce per essere il film mainstream di cui si sentiva davvero il bisogno, toccando corte tremendamente attuali.

Wakanda

Tra le caratteristiche più tecniche, Black Panther spicca sicuramente sia nella colonna sonora, sia nella scenografia e negli effetti speciali.

Kendrick Lamar realizza infatti una soundtrack davvero di alto livello, in grado di ben sposarsi con la narrazione presentata nel film. Si alternano brani più strumentali, quasi di sottofondo, con temi decisamente più protagonisti, in grado di penetrare l’azione, diventandone parte integrante. Sicuramente tra i migliori lavori legati alle pellicole dei Marvel Studios, con una propria impronta e una forte personalità. Da ascoltare e riascoltare, più e più volte.

Cosa dire delle scenografie? Il lavoro sul Wakanda è decisamente straordinario! Si viene rapiti dal connubio tra natura e tecnologia, tra quell’Africa primordiale e un futuro davvero lontano. I design riescono ad integrarsi tra loro, sneza che nulla venga lasciato al caso. Guardando il film si rimane rapiti da quanto realizzati da questi veri e propri artisti! Un mondo di colori, davvero unico.

Non vanno dimenticati gli effetti speciali, con una CGI di buon livello e delle sequenze di azione davvero adrenaliniche. Che siano urbane o selvagge, le scene più action coinvolgono lo spettatore in maniera davvero adeguata.

Fratellanza

Il cast spicca per una composizione variegata ma di grande talento. Chadwick Boseman continua a convincere nel ruolo di T’Challa, donando al personaggio quel sapore immaturo che lo rende più coerente nelle sue scelte più difficile e contrastanti. Insieme a lui troviamo Martin Freeman, celebre come Bilbo Baggins di Lo Hobbit e John Watson da Sherlock, nei panni di Everett Ross, Michael B. Jordan, noto al grande pubblico per Creed, nel film l’antagonista Killmonger, e Lupita Nyong’o, premio Oscar per 12 Anni Schiavo, Nakia, guerriera e grande amore del re T’Challa.

Black Panther finisce così per essere un lavoro con una buona qualità generale, senza particolari difetti, in grado di intrattenere il grande pubblico. Da notare una profonda differenza in termini di tono con i precedenti film degli Studios: il regista opta infatti per una narrazione più autoriale, con un mood certamente leggero, ma senza scadere nella comicità spicciola. Di risate il film di Pantera Nera ne regala poche, e ben dosate. Una scelta ideale, che restituisce un film di buona fattura.

Il film di Coogler raggiunge il suo obiettivo? Assolutamente sì. Black Panther porta nel mondo dei cinecomics delle tematiche importanti, utilizzando un linguaggio universale per parlare di politica e di sociale. Con la grande risonanza dei film Marvel Studios tutto ciò si trasforma in un vero e proprio impegno, rivolgendo il proprio messaggio ad un pubblico di milioni di spettatori in tutto il mondo.

Andare a vedere Black Panther non è un semplice invito, è un vero e proprio obbligo!

Al Cinema dal 14 Febbraio.

Black Panther

Black Panther
7.7

Regia

7.0 /10

Sceneggiatura

7.5 /10

Colonna Sonora

8.0 /10

Cast

7.0 /10

Scenografia ed effetti speciali

9.0 /10

Pros

  • Scenografie straordinarie
  • Colonna sonora di grande impatto
  • Socialmente e politicamente impegnato

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