Bumblebee, la Recensione – NO SPOILER

Cinema
Stefano Dell'Unto

Il pianeta Cybertron è caduto sotto il controllo dei malvagi Decepticon guidati da Shockwave. Optimus Prime, leader dei ribelli Autobot, invia il fido Bumblebee sulla Terra per installare una base segreta. Giunto nella California del 1987, Bumblebee si trasforma in un maggiolone e fa amicizia con la giovane Charlie. Nel frattempo, Shatter e Dropkick, spie dei Decepticon, si alleano con il Settore 7, l’agenzia governativa incaricata di intercettare minacce extraterrestri.

Titolo originale: Bumblebee
Genere: fantascienza, avventura, azione
Regia: Travis Knight
Cast: Hailee Steinfeld, Jorge Lendeborg Jr., John Cena, Jason Drucker, Pamela Adlon, Stephen Schneider, John Ortiz
Paese: USA
Durata: 114 min.
Casa di produzione: Allspark Pictures, Bay Films, Di Bonaventura Pictures, Hasbro, Paramount Pictures, Tencent Pictures, Tom DeSanto/Don Murphy Production
Distribuzione Italia: 20th Century Fox Italia
Data di uscita Italia: 20 dicembre 2018
Data di uscita USA: 21 dicembre 2018

Bumblebee è un film riuscito. E ci mancherebbe pure. Mette il pilota automatico su un canovaccio talmente collaudato e risaputo che bisognerebbe essere dei totali incapaci per sbagliare film. E Travis Knight è tutt’altro che un incapace, anzi, ci aveva già deliziato con Kubo e la Spada Magica ed ha curato l’animazione di altri titoli Laika Entertainment (Coraline, Paranorman, The Boxtrolls) che sono stati una buona alternativa alla monotonia Disney-Pixar. E’ il primo regista ad allungare le mani sulla saga dei Transformers dopo Michael Bay ed opta per uno stile completamente opposto. E’ moderato, minimalista, rifugge la strabordante magniloquenza visiva cui ci eravamo abituati per una vicenda più intimista che regge su appena un paio di brevi sequenze action, in apertura e chiusura della storia.

Knight non si limita a seguire le orme di E.T. l’extra-terrestre, lo saccheggia a mani basse, in maniera spudorata, ne fa praticamente un remake. E se lo può permettere visto che ha la benedizione produttiva di Steven Spielberg, non solo regista dell’originale ma anche produttore, negli anni a seguire, di altri film coming-of-age sull’adolescente che supera il suo rito di passaggio attraverso l’amicizia con l’elemento alieno, si veda Gremlins e Il Gigante di Ferro. Ma la natura seminale dell’alieno grinzoso che, in fin dei conti, voleva solo fare una telefonata, si ritrova anche in Corto Circuito, Howard e il Destino del Mondo, Lilo & Stitch, perfino il recente The Predator rappresenta una variazione sul tema.

E, in tale contesto, figuriamoci se potevano mancare gli anni ’80, presente diegetico che la maledetta risacca della nostalgia continua a buttarci addosso. In effetti i Transformers nascono in quel periodo e, non a caso, viene qui riproposto il design dei giocattoli originali per la gioia dei puristi. La continuity, invece, farà ammattire i nerd allo stadio avanzato. Ma Bumblebee non era già stato sulla Terra durante la Seconda Guerra Mondiale a fare il bastardo senza gloria e ad arrostire i nazisti? Qui non se ne fa cenno. Come non ci sono riferimenti alle precedenti scorribande dei Transformers con dinobot e re Artù che hanno costituito la parabola fantastorica della saga principale. E’ un prequel, è un retcon, è un reboot, uno spin-off? Ma, in fin dei conti, chi se ne importa. E’ un film decente. Non esaltante, questo no, ma decente lo è senz’altro.

L’avvio è promettente. Una bella sequenza di battaglia su Cybertron come non l’avevamo mai visto, poi l’atterraggio di Bumblebee sulla Terra e lo scontro con i soldati. La regia di Knight è controllata, il movimento di camera trasmette un buon senso dell’epica, i combattimenti non sono caotici come quelli di Bay, gli effetti visivi reggono bene e la meccanica delle trasformazioni di Bumblebee e dei Decepticon appare un pizzico meno supercazzola rispetto ai film precedenti. Peccato che l’azione non sia accompagnata da una colonna sonora all’altezza.

Altro cambiamento di rotta è rappresentato dal cast, composto quasi del tutto da volti misconosciuti. Due gli unici nomi noti. Hailee Steinfeld, la ragazzina de Il Grinta (il remake dei fratelli Coen), diventata una pop-star lolita per teenager, è brava a incanalare le emozioni del pubblico. John Cena, ex-wrestler che fa qui il salto dal b-movie action al blockbuster, tiene i muscoli a riposo ed è sottoutilizzato (in attesa di vederlo nei panni di Duke Nukem). Per il resto c’è il fratellino complice della protagonista, l’amichetto che non serve a niente ma bisogna mettercelo, i bulli idioti e gli agenti ancora più idioti del Settore 7 che scendono subito a patti con i Decepticon bevendosi la loro storiellina senza porsi domande. Tra l’altro, tutti parlano la stessa lingua mentre, nel capostipite della serie, l’idioma alieno dei Transformers veniva tradotto dai sottotitoli.

Per Knight è tutta discesa, si affida alle gag tenerone di Bumblebee ed è un gol a porta vuota talmente facile che potrebbe anche assumersi qualche rischio ma preferisce procedere sul sicuro. Forse manca di coraggio, forse non vuole complicarsi troppo la vita al suo primo live-action e si limita a fare come gli dice Spielberg. Manca solo che Bumblebee si trasformi in una bicicletta, anziché in un maggiolone, con la testa che spunta dal cestino sul manubrio, Hailee Steinfeld in sella, per sollevarsi in volo davanti alla luna sulle note di John Williams. 

Bumblebee

6.4

Regia

7.0/10

Sceneggiatura

6.0/10

Cast

6.0/10

Effetti visivi

8.0/10

Colonna sonora

5.0/10

Pros

  • Regia controllata, mai caotica
  • Funziona sul piano intimista ed emotivo anche se è tutto risaputo
  • Azzecca parecchie gag con Bumblebee
  • Gli effetti visivi reggono bene

Cons

  • Procede sul sicuro sulle orme di E.T. senza rischiare nulla
  • Sprecato John Cena
  • Manca una colonna sonora adeguata
  • Alcuni passaggi di sceneggiatura sono inattendibili

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