DogMan, la Recensione – NO SPOILER

Anteprime
Carmen Graziano
Gamer appassionata di Cinema, Anime, Manga, Serie TV e tutto ciò che riguarda Tecnologia ed Intrattenimento. Si narra che nella vita faccia anche altro, ma non ne siamo così sicuri...

Gamer appassionata di Cinema, Anime, Manga, Serie TV e tutto ciò che riguarda Tecnologia ed Intrattenimento. Si narra che nella vita faccia anche altro, ma non ne siamo così sicuri...

Quando immagini la vita tra i quartieri più malavitosi del mondo, non immagini certo ciò che Dogman propone. La realtà che viene mostrata è più che altro triste e cupa dove anche la polizia ha paura di fare qualcosa nonostante si svolga tutto a cielo aperto. L’opera di Garrone porta in vita qualcosa di diverso ed unico dai tratti drammatici, capace di suggestionare lo spettatore in modo particolare.


Genere: Drammatico
Regia e Scenggiatura: Matteo Garrone
Distributore: 01Distribution
Durata: 102′
Data di uscita: 17 Maggio 2018


Trama

Ambientato nella periferia campana a confine con il Lazio (Castel Volturno), la realtà di questo piccolo paese sul mare sembra essere triste e senza futuro. L’unica legge che regna in questo luogo appare essere quella del più forte ed i cittadini sembrano stanchi di tutto ciò.

Il protagonista, un uomo di mezza età di nome Marcello, è un uomo minuto e tranquillo che trascorre le sue giornate dividendosi tra il suo salone di toelettatura per cani, sua figlia Alida (figlia avuta prima del divorzio con la sua attuale ex moglie) e lo spaccio di droga per un ex pugile che terrorizza il quartiere, Simoncino.

Avendo cara la vita, si rende succube di Simoncino acconsentendo a qualunque cosa gli proponga per evitare di essere pestato a sangue ed ucciso. Dopo l’ennesimo ricatto da parte di questo bullo un po’ troppo cresciuto (e con probabili problemi mentali causati dall’uso eccessivo di stupefacenti) si ritrova dinanzi ai carabinieri che lo mettono dinanzi a due scelte: firmare la dichiarazione e tornare a casa facendo il nome di Simoncino oppure scontare la sua pena. Impaurito da ciò che avrebbe potuto fargli una volta scontata la pena, decide di non parlare e di andare dietro le sbarre al suo posto ma la galera cambia le persone ed al suo ritorno al quartiere decide di riscattarsi per tornare a farsi voler bene da amici e familiari.

Tecnica

A grandi linee, tecnicamente è molto ben strutturato ed equilibrato. Dalla recitazione degli attori fino ad arrivare al grande lavoro dei truccatori, la tecnica utilizzata in Dogman sottolinea la bravura di tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questo capolavoro.

Proseguite la lettura per i dettagli.

Recitazione

Nonostante non siano attori “popolari”, sono l’esatta immagine dei personaggi che interpretano. L’ovvia improvvisazione di alcune scene (specie in quelle in cui sono presenti i protagonisti a quattro zampe) rende la trama più realistica, sembra infatti di vedere scene di vita reale lungo tutta la durata del film. Supponiamo che non ci siano stati molti ciak di ripetizione per le scene, ma pensiamo che fondamentalmente si sia creato un rapporto tra attori e regista tale da aver fatto capire ai primi ciò che esprime il copione. La recitazione è apparentemente poco “studiata” e molto “a braccio”, ma questo risulta più un pregio che un difetto e rende il grande schermo molto più simile ad un teatro.

Riprese

La mano del grande regista Garrone si sente molto, come in ogni suo film d’altronde. Il lavoro di luce e quello con la macchina da presa (a volte palmare e umano, a volte fisso) giocano un ruolo importante nella creazione di un’ambientazione che sia allo stesso tempo reale e immaginata.

La cinematografia di Nicolaj Bruel descrive la desolazione estrema con un’attenta gamma di colori limitati e cupi che riescono tutt’ora ad attirare l’attenzione. Le sceneggiature di Dmitri Capuani sono al limite dell’umorismo e del realismo deprimente (chi ha percorso le strade di quelle zone lo sa molto bene e comprende la trama), mentre la partitura quasi astratta di Michele Braga implica gli spettatori ad avere i nervi saldi.

Effetti speciali

Più che di effetti speciali, è il caso di parlare di trucco. D’altronde, viste tutte le “scazzottate” della trama, il sangue cola a fiumi. Non sarebbe possibile renderlo visibile al pubblico se non fosse per l’egregia opera dei truccatori e dei costumisti che sono stati capaci di ricreare lividi, sangue e ferite realistiche.

Colonna Sonora

Non c’è una vera e propria colonna sonora, più che altro ci sono pochissime musiche ma molti rumori di sottofondo che contornano la trama e la rendono realistica. L’assenza delle voci fuori campo, i guaiti dei cani ed i rumori provenienti dalla strada avrebbero reso il film estremamente piatto e poco emozionante. Garrone deve ringraziare la sua fantasia e chi si è occupato dell’audio che hanno reso il suo film il capolavoro che è e che sta avendo un grande successo tra la critica a Cannes.

Cast

Marcello Fonte – Marcello

Edoardo Pesce – Simoncino

Nunzia Schiano – madre di Simoncino

Adamo Dionisi – Franco

Alida Baldari Calabria – Alida

Gianluca Gobbi – Ristoratore

Guardarlo o Non guardarlo?

Dogman è un film molto particolare e fuori dal comune, sarebbe difficile da paragonare a qualcos’altro eppure fa scattare in chi lo guarda una nota di malinconia e rifiuto per una realtà che c’è sempre stata e che c’è tutt’ora. Come disse anche lo stesso regista Matteo Garrone: “Dogman non è soltanto un film di vendetta, anche se la vendetta (ma meglio sarebbe chiamarla riscatto) gioca un ruolo importante, così come non è soltanto una variazione sul tema (eterno) della lotta tra il debole ed il forte. E’ invece un film che, seppur attraverso una storia “estrema”, ci mette di fronte a qualcosa che ci riguarda tutti: le conseguenze delle scelte che facciamo quotidianamente per sopravvivere, dei sì che diciamo e che ci portano a non poter più dire di no, dello scarto tra chi siamo e chi pensiamo di essere.”.

Non avremo potuto trovare parole migliori per descriverlo. Dogman è tratto da vari fatti di cronaca che lo hanno solo ispirato, esprime qualcosa di “etico” e non moralistico. Tuttociò rende la tematica incentrata non solo sul rapporto “debole / forte” mafioso, parla anche di bullismo non scolastico ma “di vita”. Dopo averlo visto, Dogman lascia un senso di vuoto allo spettatore (a causa anche del finale volutamente aperto) e crea un lungo elenco di interrogativi su se stessi e sul mondo. Ergo, il nostro consiglio è di vederlo assolutamente specialmente se siete amanti di una tipologia cinematografica fuori dal comune.

DogMan

8.9

Trama

10.0/10

Originalità

9.0/10

Recitazione

9.5/10

Riprese ed Effetti Speciali

8.0/10

Colonna Sonora

8.0/10

Pros

  • Tematica molto attuale
  • Attori poco conosciuti ma davvero bravi
  • Porta una realtà sul grande schermo

Cons

  • Non è da tutti a causa della tematica cruda

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