Hereditary – Le radici del male, la Recensione – NO SPOILER

Cinema

La miniaturista Annie deve affrontare la morte di sua madre Ellen con la quale aveva un rapporto difficile. La famiglia di Annie ha dei gravi trascorsi di disturbi mentali e la donna stessa è soggetta ad episodi inquietanti. Poco dopo il funerale, la tomba di sua madre viene profanata e, come se non bastasse, la sua famiglia dovrà vedersela presto con un altro terribile lutto. Per Annie e i suoi cari ha così inizio un viaggio all’inferno.

Titolo originale: Hereditary
Genere: horror
Regia: Ari Aster
Cast: Toni Collette, Gabriel Byrne, Alex Wolff, Milly Shapiro, Ann Dowd
Paese: USA
Durata: 127 min.
Casa di produzione: PalmStar Media
Distribuzione Italia: Lucky Red
Data di uscita Italia: 25 luglio 2018
Data di uscita USA: 8 giugno 2018

Il genere horror è l’unica via di scampo all’asfissiante clima family friendly che si respira dalle parti di Hollywood. Solo a guardare i blockbuster di questi mesi, la famiglia è l’argomento centrale in Deadpool 2, Skyscraper, Gli Incredibili 2 e Ant-Man and The Wasp, senza allargare il discorso ad altri franchise quali Guardiani della Galassia, Fast & Furious o all’intera filmografia di Spielberg. In molti casi non sembra nemmeno un argomento così sentito quanto piuttosto la scappatoia di sceneggiatori senza idee che risolvono l’arco narrativo di un gruppo di personaggi eterogenei giocando sul sicuro.

Hereditary, primo lungometraggio del regista Ari Aster, è solo il più recente di una schiera di ottimi horror che destrutturano la famiglia mettendone a nudo le disfunzioni in maniera spietata. Tra gli altri il femminista The VVitch, col quale condivide i produttori, l’australiano Babadook e l’austriaco Goodnight Mommy, entrambi basati sul morboso rapporto madre-figli che Aster ha già affrontato nei pregevoli cortometraggi Beau e Munchausen, più grotteschi che horror, prima di tornare a sviluppare il tema in Hereditary. Si tratta di prodotti indipendenti, capaci di agire a livello più profondo rispetto ai blockbuster horror modaioli, gli IT e i The Conjuring infarciti di effettacci digitali jumpscares un tanto al chilo che esauriscono il loro compito in fretta e restano sulla poltrona della sala. Al contrario, Hereditary riesce ad insinuarsi sotto pelle e viene a casa con noi per ripresentarsi nei nostri incubi.

Aster sa bene come innescare i meccanismi della paura e fin da subito ci immerge in un’atmosfera disagevole. Non perché vi siano elementi sovrannaturali, mostri, spiritelli o demoni. Tutt’altro. La situazione è fin troppo riconducibile. Una famiglia colpita dal lutto, una madre profondamente turbata, un padre depresso, l’ombra della malattia mentale ereditaria che si manifesta soprattutto negli atteggiamenti inquietanti della piccola Charlie. Sullo sfondo, sconosciuti che fissano e ghignano in un clima di paranoia alla Rosemary’s Baby. I personaggi sono respingenti. Tutti. Perfino il figlio maggiore Peter, quello con cui empatizziamo di più, ha spesso atteggiamenti irritanti o patetici.

E tutto peggiora in fretta. Un pugno nello stomaco, anzi, un palo in faccia al pubblico rende ancora più greve il focolare domestico. L’incapacità di accettare e processare il lutto chiama in causa l’illusorio conforto delle sedute spiritiche con le performance di Toni Collette e Ann Dowd (The Handmaid’s Tale) ad amplificare la pietosa fragilità dei personaggi rendendoli ancor più urticanti.

L’impalcatura da tragedia greca sostiene l’elemento sovrannaturale, metafora e astrazione dello psicodramma intimista. Le dinamiche mistery sono risapute ma anche poco importanti. A lasciare atterriti è il modo in cui Aster, con raro sadismo, trascina la vicenda verso l’ineluttabile, piazzando inquadrature fisse nei momenti topici che non lasciano scampo allo spettatore, fino all’allucinata apocalisse finale.

Le miniature di Annie che riflettono la sua vita quotidiana non sono soltanto il tentativo disperato di poter avere un fallace senso di controllo ma è anche esercizio meta, narrativo e cinematografico, laddove i protagonisti sono condannati ad un destino già scritto, come personaggi manovrati da un autore.

Hereditary - Le radici del male

9.4

Sceneggiatura

9.0/10

Regia

10.0/10

Cast

10.0/10

Colonna sonora

9.0/10

Effetti Speciali

9.0/10

Pros

  • Angoscia, terrorizza, non lascia scampo
  • Toni Collette guida un cast perfetto nel delineare personaggi respingenti
  • Sceneggiatura cattiva, regia spietata

Cons

  • Dinamiche mistery prevedibili

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