Highwaymen: L’ultima imboscata, la Recensione – NO SPOILER

Highwaymen – L’ultima imboscata, film Netflix diretto da John Lee Hancock è un gangester movie, dai toni drammatici e malinconici. Il film è stato distribuito sulla piattaforma streaming dal 29 marzo 2019, ma è stato presentato al South By Southwest ad Austin (Texas) il 10 marzo 2019.

Il film racconta la vera  storia di come i due Texas Ranger, Frank Maner (Kevin Costner) e Maney Gault (Woody Harrelson) riuscirono a sorprendere e, in seguito, uccidere i due criminali Bonnie e Clyde

Un film “vecchio”

Il film si regge principalmente sulla performance dei due attori protagonisti, entrambi (Costner e Harrelson) in ottima forma. Costner ritrae perfettamente un uomo stanco ma che vuole tornare alla ribalta e Harrelson è ottimo nella parte del vecchio poliziotto ex-alcolizzato che ha bisogno di un riscatto. La chimica tra i due attori è funzionale per far andare avanti il film che, preso nel suo insieme, risulta lento, lungo e “vecchio”. Ma perché vecchio? In primis, perché il personaggio di Costner sembra essergli stato cucito addosso. È praticamente una summa dei suoi più grandi personaggi, da Gli Intoccabili e JFK a  Wyatt Earp. In secundis, perché la pellicola ricorda un action vecchio stile, un western d’altri tempi. La dinamica è molto semplice, Bonnie e Clyde vanno catturati: la governatrice Ma Ferguson (Kathy Bates) decide di ingaggiare i due ex Texas Ranger (corpo ormai sciolto) per indagare e imprigionare i due famigerati gangster. È una caccia all’uomo pura, volta alla distruzione dei due criminali. 

La regia e il comparto tecnico

John Lee Hancock (The Blind Side, The Founder, Saving Mr. Banks) dirige un film molto lucido e pulito. Macchina fissa, inquadrature studiate. Qualche dolly e carrellata laterale sono gli unici movimenti di macchina (oltre alle pochissime panoramiche). Il film scorre molto di più nelle scene d’azione: silenziose, fredde, gli unici suoni udibili sono il rumore delle pallottole e gli oggetti infranti. Per il resto abbiamo dei buoni effetti speciali per le sparatorie e un buon trucco. La colonna sonora non è delle migliori e qui si limita a fare il suo dovere per commentare il film. Pochissimi effettivi visivi, che, perlopiù riguardano il sangue, sono  ben fatti.

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La vecchia scuola non muore mai

Sebbene, si sta guardando un film Netflix del 2019, si ha la sensazione che l’opera di Hancock sia abbastanza retrograda e volga verso un unico messaggio, ovvero che “la vecchia scuola non si batte”. I due texas ranger indagano meglio dei giovani federali, sono ovviamente più svegli di loro e più pratici all’uso delle armi (che qui suscitano un vero e proprio culto). Oltre a ciò, da parte dei protagonisti c’è un’ignoranza verso ciò che è nuovo e un rifiuto di tutto quello che avanza con la tecnologia. Un discorso così, può coinvolgere al massimo qualche buon anziano che, cresciuto coi vecchi western concorderà con Costner e Harrelson per tutto il film. Ma sicuramente, non le nuove generazioni o, comunque, chiunque abbia una mentalità abbastanza aperta da abbracciare i tempi. Ma i nostri due personaggi sono ossi duri e non vogliono farsi da parte, soprattutto se si tratta di uccidere due criminali incalliti. 

Uccidere gli idoli

L’idea è molto chiara. Bonnie e Clyde sono due idoli per la gente che li osanna come Robin Hood. I nostri protagonisti non possono tollerare che due assassini, soprattutto di poliziotti e uomini d’onore, passino per degli eroi. La missione è prenderli a tutti i costi e con ogni mezzo. Bonnie e Clyde devono venire, quindi, demitizzati. E che metodo migliore c’è, se non quello di far morire il mito? Il film segue pedissequamente la storia dei due ranger. Bonnie e Clyde sono solo sullo sfondo. Il punto di vista è unilaterale. Solo quando nel film c’è un dialogo col padre di Clyde, si avverte una riflessione interessante sul male (forse) insito nei criminali. Ma, in questo tipo di film viene percepito come del puro vittimismo e quindi, comunque condannabile. 

Un film per tutti?

Non siamo sicuramente di fronte ad un film per tutti i tipi di spettatori. Gli amanti dell’action vecchio stile e i fan di Costner, potranno amare questo film, ma, in generale, la pellicola è uno stereotipo di 132 minuti, che ricalca continuamente una formula vista e rivista ad Hollywood. Con Highwaymen si gioca con regole sicure, non si rischia affatto e si crea il film tecnicamente perfetto e senza sbavature, ma privo di personalità e mordente in grado di coinvolgere quella fetta di pubblico ampia, a cui sicuramente ambiva.

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