La La Land – Recensione (NO SPOILER)

Cinema
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

La La Land è il film musical scritto e diretto da Damien Chaziel con protagonisti Emma Stone e Ryan Gosling. Pellicola trionfatrice agli Emmy Awards e ai CGA Awards, in lizza per molti Oscar.

BEVERLY HILLS, CA - JANUARY 08: (L-R) Actor Ryan Gosling, actress Emma Stone and filmmaker Damien Chazelle pose in the press room during the 74th Annual Golden Globe Awards at The Beverly Hilton Hotel on January 8, 2017 in Beverly Hills, California. (Photo by Alberto E. Rodriguez/Getty Images)

Musica, Maestro!

La trama di La La Land è facile ma non scontata. L’introduzione migliore la da la dedica del film che risulta appunto “dedicato ai folli e ai sognatori” ed è di questo che parla il film di una città di sognatori, della La La Land che è Hollywood, dove non importa cosa tu voglia essere (attore, musicista, scrittore, pittore, regista, ballerino), devi esserci e devi provarci.

In questa città brulicante di sognatori, chi più e chi meno disperato, facciamo la conoscenza di Sebastian Wilder (Ryan Gosling) e Mia Dolan (Emma Stone), rispettivamente un aspirante jazzista e un’aspirante attrice. I due sono inizialmente due estranei in una città di sconosciuti, ma alla fine, proprio grazie all’arte, che li accomuna, che riempie Hollywood e permea il film in tutte le sue forme, si incontreranno, dando il via ad una storia che sembra articolarsi come una danza, riuscendo però a fare dei passi finali che il pubblico non si aspetterebbe da un film simile.

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Cantami o Dea…

Oggetto principale del film, cosa importante da capire per poter davvero apprezzare questa pellicola, non è quello che succede a Sebastian e Mia o tra di loro, ma sono i sogni e l’arte. Cosa bisogna fare per realizzare un sogno? Cosa saremmo disposti a lasciare dietro di noi pur di realizzarli? Cosa saremmo disposti a fare di inaspettato per raggiungere i nostri obiettivi? E una volta che questi sono stati raggiunti, cosa vediamo voltandoci indietro? A queste e a tante altre domande simili sembra rispondere questo film, con il suo stile frizzante, orecchiabile e coinvolgente.

L’arte è protagonista del film, poi, se non tanto quanto i personaggi principali, anche di più. Non stiamo parlando solo delle canzoni e dei balletti (canto e ballo, quindi), ma anche di pittura, teatro, cinema e letteratura. La costruzione del film, sin dall’apertura, vuole ricordarci il grande cinema Hollywoodiano come Casablanca  e Cantando Sotto la Pioggia (a cui il regista ha detto di essersi ispirato), senza però volerci vendere l’immagine di una Hollywood perfetta, scevra di difetti e piena di gente perfetta. Anzi, l’immagine che Damien Chaziel sembra essersi dedicato a costruire di Hollywood, e del terreno di prova ideale per ogni artista, ma non ideale nel senso positivo ma nel senso più umano possibile, ovvero come unico luogo dove puoi trovare riassunti gli aspetti migliori e peggiori del mondo dell’arte, dove puoi davvero capire se sei portato per l’arte, se sei disposto a fare il necessario per arrivare al tuo obiettivo o se la tua era solo una divertente illusione.

Ref

Nel film, al contrario di quanto di potrebbe pensare, si sottolinea che Hollywood non è solo la Città del Cinema e viene chiarito sia con espediente di regia intelligenti e molto bien piazzati che sembrano ammiccare allo spettatore in modo assolutamente non ignorabile dallo sfondo, sia in determinati parte del film dove l’arte nella sua multiformità prende il timone del film e della storia.

Non sparate sul pianista!

Il musical è un genere che ha già vissuto il suo periodo d’ora e, al giorno d’oggi, non è affatto facile proporre un progetto originale, coinvolgente e soddisfacente per il pubblico ma Damien Chaziel è riuscito a fare tutto questo offrendo non solo una storia in cui molti possono riconoscersi, affezionandosi anche ai protagonisti, ma anche proponendo il tutto con una regia non convenzionale, ricca di lunghi piani sequenza che rendono le scene più fluidi e capaci di catturare lo spettatore ma alternando anche a scena con una serie ti cambi di inquadratura veloci e ritmici, fornendo quindi anche alla regia una struttura che richiama quella di uno spartito con le sue parti più ritmiche e più lente. A volte la “sinfonia” si ferma consegnando delle inquadrature “secche” che costituiscono quasi delle cartoline della leggendaria La La Land.

LaLaLand

Gli attori e le attrici del film sono capaci di interpretare al meglio i loro personaggi. Emma Stone è perfettamente a suo agio nel suo ruolo e affiancata da un Ryan Gosling capace di fornire una performance sorprendente e molto ben caratterizzata. Volendo proseguire sul lato tecnico non si può non rendere merito alle scenografie e alla fotografia che, in alcuni punti del film, viene manipolata apposta per accompagnare le transizioni tra le parti filmiche e quelle musicali in una maniera che non è assolutamente improvvisa o prevedibile, ma anche anzi accompagna delicatamente lo spettatore oltre la soglia tra film e musical.

La nota stonata

Nessuno e niente è perfetto, neanche quando si parla di cinema. La La Land è un film molto godibile ma che non è senza difetti. Il difetto principale è dato dall’adattamento italiano. I sottitoli infatti sono forse necessari a chi non conosce l’inglese ma un ostacolo per poter apprezzare gli altri aspetti del film, quando sono sullo schermo. La struttura del film è originale e divertente ma potrebbe risultare non chiara a tutti gli spettatori che potrebbero anche uscire confusi da quello che avviene in alcuni punti della pellicola.

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Nonostante questi difetti La La Land è un musical, oltre che un film, che vale il prezzo del biglietto e che ha sicuramente meritato il suo successo e i premi, che ha vinto e che vincerà.

La La Land

7.9

Storia

8.0/10

Regia

8.0/10

Interpretazione

8.5/10

Musiche/Canzoni

8.0/10

Godibilità

7.0/10

Pros

  • Storia interessante e coinvolgente
  • Regia originale e ben pensata
  • Attori ben calati nelle loro parti
  • Canzoni orecchiabili e coreografie vincenti

Cons

  • Adattamento italiano
  • Struttura non abbordabile a tutti gli spettatori

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