Anteprime
Carmen Graziano
Gamer appassionata di Cinema, Anime, Manga, Serie TV e tutto ciò che riguarda Tecnologia ed Intrattenimento. Si narra che nella vita faccia anche altro, ma non ne siamo così sicuri...

Gamer appassionata di Cinema, Anime, Manga, Serie TV e tutto ciò che riguarda Tecnologia ed Intrattenimento. Si narra che nella vita faccia anche altro, ma non ne siamo così sicuri...

In un era in cui la violenza domestica è all’ordine del giorno, L’affido è un grido di protesta contro questi avvenimenti a dir poco paleolitici. Con questo film, premiato con merito dalla critica, Xavier Legrand trova un modo di rappresentare come la possessività e la gelosia porti l’essere umano a non rispondere di sé stesso, divenendo schiavo di un’accecante ira funesta. E’ con questo film che lo stesso regista vorrebbe cercare di smuovere la mente delle donne vittima di queste tragiche ingiustizie ma che hanno ancora tanta paura di uscire allo scoperto e denunciare la causa dei lividi che portano sul corpo e nell’anima.

“Le vittime hanno paura di denunciare, i vicini e i familiari non dicono nulla perché non vogliono interferire nella vita coniugale. C’è l’omertà pesante.”
– Xavier Legrand (Regista)


Genere: Drammatico
Regia e Scenggiatura: Xavier Legnad
Colonne Sonore: Julien Sicart, Vincent Verdoux, Julien Roig
Distributore:  Nomad Film e P.F.A. Films 
Durata: 90
Data di uscita: 21 Giugno 2018
Premi vinti:

  • Premio per la miglior Regia
  • Leone d’argento
  • Leone del futuro
  • Premio venezia Opera Prima “Luigi De Laurentis”

Trama

Dopo il tragico divorzio da Antonie, Myriam cerca di ottenere l’esclusività dell’affido di Julien, il figlio secondogenito di soli undici anni, mentre per la figlia primogenita il problema non si pone poiché a breve compirà la maggiore età. Aprendosi, per l’appunto, nell’aula di tribunale, i due avvocati discutono col giudice a riguardo mostrando loro prove e fatti delle motivazioni per le quali i genitori dovrebbero o meno ottenere l’affido congiunto.

Grazie alla splendida abilità dell’avvocato di Antonie e dal viso “angelico” di quest’ultimo, il giudice assegnato al caso decide di virare per l’affido congiunto, contro la volontà di Myriam. Queste cause sono talmente brevi che in all’incirca venti minuti scarsi l’avvocato decide la sorte di un minore, affidandosi al racconto degli avvocati ed alla legge, la quale cita che se non vi è alcuna violenza sul minore ma è solo incentrata su uno dei genitori, non vi è necessità di rompere i legami tra il minore ed il genitore.

La trama dunque spiega l’andamento della situazione tra i tre  e di come, ostaggio di un padre geloso e facilmente irascibile, Julien vorrebbe a qualunque costo proteggere la madre dalla violenza fisica e psicologica dell’ormai ex marito. Purtroppo l’ossessione ed il senso di possesso e gelosia che ha Antonie nei confronti di Myriam è pronta a trasformarsi in furia cieca.

La paura ispirata da un uomo pronto a tutto pur di tornare con la donna che è scappata da lui a causa del suo comportamento violento. Il personaggio di Antonie è una minaccia per chi gli sta intorno ed è disposto a manipolare chiunque, persino i suoi figli.

In concomitanza a tutto ciò, si svolge la storia d’amore tra la figlia maggiorenne, Josephine, ed il giovane Samuel. Tra loro la vita è stata particolarmente travagliata, a causa dell’inquietante presenta di Antonie e della lontananza, che li costringe a ritagliarsi un piccolo spazio tra scuola ed impegni vari. Nonostante tutto, il loro amore è più forte di qualunque altra cosa, tanto da isolarsi dalle terribili vicende che stanno accadendo attorno a loro.

Tecnica

Guidato da tre film in particolare, Kramer contro KramerLa morte corre sul fiume  Shining, il regista afferma in un’intervista che durante le riprese si è talmente tanto focalizzato sulla trama da dimenticarsi questi tre colossi. Questi lo hanno, però, aiutato a riflettere sul tema che voleva affrontare ed a trovare le emozioni e le atmosfere in cui far muovere i vari personaggi. La presenza di Shining è però lampante, lo ha infatti ispirato per l’ultima parte del film in termini di follia, isolamento e terrore.

La violenza domestica può portare all’orrore puro ed è questo orrore che volevo mostrare”
– Xavier Legrand (Regista)

 

Regia

Frutto di una lunga ricerca, L’affido tratta un argomento talmente delicato da richiedere che ci si avvicini il più possibile alla realtà, tagliando il filo sottile che divide la fantasia dalla vita di tutti i giorni. Il regista questo lo sapeva bene ed ha deciso di non limitarsi a fare un freddo documentario che racconterebbe solo la storia di un evento tragico. Ha tenuto particolarmente che lo spettatore viva in tempo reale il dubbio del giudice, la pressione a cui è soggetto il bambino ed il terrore della moglie, coinvolgendolo con scosse emozionali continue e contrastanti.

Proprio grazie alla sua tenacia ed alla mancata paura di commettere un errore che Xavier Legrand ha saputo sfidare a regola d’arte la sorte vincendo premi più che meritati in ogni concorso alla quale ha partecipato con questo film. Tutta la critica, compresi noi di NerdPlanet, lo ha colmato di elogi grazie allo splendido modo in cui ha saputo trattare un argomento così particolare e drammatico come la violenza sulle donne.

Recitazione

Il cast de L’affido non è stato affatto da meno. La loro interpretazione delle varie scene fa apparire il lungometraggio come un documentario di vita reale al quale è difficile non compararlo. Dalla variabilità dell’intonazione delle voci fino ad arrivare all’espressione facciale, gli attori interpretano quasi alla perfezione il copione, come se essi stessi avessero subito tali situazioni.

Colonne sonore ed Effetti Speciali

La totale assenza di effetti speciali e della musica nel film viene ampiamente compensata dalla trama, dai rumori della vita di tutti i giorni e dalla loro risonanza. Che sia l’eco di un appartamento semi-vuoto, il ticchettio delle frecce di un auto, un orologio o un allarme, tutto cade perfettamente come un puzzle pieno di emozioni. Non sono necessari gli effetti spettacolari, la telecamera si fomenta principalmente sulla stessa inquadratura, sugli stessi luoghi frequentati diverse volte per creare un senso di familiarità e di vicinanza, dando la sensazione di un loop terribile ed incessante.

Cast

Antonie – Denis Ménochet

Miriam – Léa Drucker

Joséphine – Mathilde Auneveux

Julien – Thomas Gioria

Samuel – Mathieu Saikaly

Sylvia – Florence Janas

Il giudice  – Saadia Bentaieb

Avvocato Miriam – Sophie Pincemaille

Avvocato Antonie  – Emile Incerti – Formentini

Violenza Assistita e Violenza domestica: D.i.Re promuove il film L’affido

Ci sono vicende che la cronaca non riesce a raccontare con la complessità necessaria a capire realmente come stanno le cose. Una di queste è la violenza domestica e soprattutto la violenza assistita. Ad affermarlo è D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza. Associazione che riunisce 81 organizzazioni di donne che, in 18 regioni e da oltre 30 anni, gestiscono centri antiviolenza e case rifugio.

Per questo D.i.Re è davvero felice di collaborare con Nomad Film e P.F.A. Films per il lancio del film L’affido. Le avvocate dei Centri antiviolenza della rete D.i.Re si sono trovate molte volte ad accogliere donne e bambini/e con storie che assomigliano a quella raccontata in questo film. E non è un caso che la convenzione di Istanbul vieti la mediazione familiare nei casi di separazione causati dalla violenza domestica.

L’affido, grazie anche alla bravura di tutti/e gli/le interpreti, mostra con grande efficacia quanto sia importante – proprio per proteggere una donna vittima di violenza e i suoi figli e figlie – quel primo passo, quel #ioticredo che è fondamento del lavoro dei centri antiviolenza D.i.Re, ma che ancora oggi non sempre la giustizia riesce a fare proprio.

Guardarlo o Non Guardarlo?

Accolto con entusiasmo dalla critica internazionale sopratutto per il delicato argomento trattato, premiato con il Leone d’argento per la miglior regia ed il Leone del futuro come miglior opera prima all’ultima Mostra di Venezia, L’affido è un film che – come spiega il regista – “rivela la violenza sotterranea, le paure taciute, le minacce sommesse” vissute ogni giorno da migliaia di donne.

Non è affatto un film da sottovalutare. L’affido contiene in se una nota di mentalismo così acuto da mettere in difficoltà lo spettatore che, durante lo svilupparsi della trama, si ritrova con pensieri ed opinioni contrastanti senza sapere più da che parte stare.

Antonie è davvero il buon uomo che si evince dinanzi al giudice? Oppure le sue sono solo fandonie ben congegnate dall’esperta mente dell’avvocato? E se fosse realmente così, perché gli stessi figli lo evitano?  

Avendo letto un estratto della trama avete potuto capire di che tipo d’uomo si tratta, eppure quando vi troverete dinanzi questo film anche voi vi sentirete in difficoltà.

L'affido

7.7

Trama

7.5/10

Recitazione

8.0/10

Regia

8.0/10

Colonna Sonora ed Effetti Speciali

7.0/10

Originalità

8.0/10

Pros

  • Fa immergere il pubblico in una realtà violenta di cui molte donne sono partecipi
  • L'interpretazione dei personaggi rende a pieno le emozioni dei personaggi
  • L'assenza di colonne sonore ed effetti speciali viene soppesata dalla trama

Cons

  • Non adatto a tutte le età a causa di scene particolarmente violente

Altri articoli in Anteprime

A Star is Born, la Recensione – NO SPOILER

Andrea Prosperi10 ottobre 2018

Venom, la Recensione – NO SPOILER

Andrea Prosperi3 ottobre 2018

Manifest: i primi dieci minuti in anteprima

Giulia D’Onofrio30 agosto 2018

Ocean’s 8, la Recensione – NO SPOILER

Andrea Prosperi24 luglio 2018

Ant-Man & The Wasp, la Recensione – NO SPOILER

Andrea Prosperi19 luglio 2018

Gli Incredibili 2, la Recensione – NO SPOILER

Andrea Prosperi17 luglio 2018