Lazzaro Felice, la Recensione – NO SPOILER

Anteprime
Carmen Graziano
Gamer appassionata di Cinema, Anime, Manga, Serie TV e tutto ciò che riguarda Tecnologia ed Intrattenimento. Si narra che nella vita faccia anche altro, ma non ne siamo così sicuri...

Gamer appassionata di Cinema, Anime, Manga, Serie TV e tutto ciò che riguarda Tecnologia ed Intrattenimento. Si narra che nella vita faccia anche altro, ma non ne siamo così sicuri...

Vincitore della Palma d’oro per la sceneggiatura al Festival di Cannes, per il quale è in concorso, Lazzaro Felice è una storia particolarmente intricata che mette quasi in difficoltà lo spettatore. Fin da subito quasi non si capisce chi sia il protagonista o in quale epoca storica ci troviamo, eppure la sceneggiatura ha un non so che di particolarmente intrigante che porta a guardare il film tutto d’un fiato.


Genere: Drammatico
Regia e Scenggiatura: Alice Rohrwacher
Distributore: 01Distribution / Tempesta
Durata: 130′
Data di uscita: 31 Maggio 2018


Trama

Lazzaro Felice tratta di un popolino del centro Italia costretto a rimanere ai servigi di una donna, la Marchesa De Luna, a causa della mezzadria. Nonostante gli anni passino, il paesino è vittima di un nubifragio che lo porta ad essere a lungo tagliato fuori dal mondo, tanto da rimanere ancora con una mentalità medioevale. La Marchesa sfrutta questa loro ignoranza per i suoi voleri, data la sua grande impresa nel mondo del tabacco. Del tutto ignari di ciò che gli accade intorno, continuano a lavorare per la “signora delle sigarette” che li rende vittima del grande inganno.

Gli esseri umani sono come bestie, animali. Liberarli vuol dire renderli consci della propria condizione di schiavitù – Marchesa Alfonsina De Luna.

La storia, come potete ben intuire dal titolo, non tratta però solo della storia di questo popolo sottomesso ai servigi della signora ma soprattutto di un giovane Lazzaro. Tanto buono da sembrare ingenuo, Lazzaro è un ragazzo così sensibile da essere felice semplicemente vedendo le persone intorno a lui sorridere e ne resta incantato. Tale comportamento viene confuso con l’ingenuità, permettendo al popolo intorno a lui (che gli funge da famiglia adottiva) a fargli fare i lavori più faticosi e restare al comando di tutti coloro che lo circondano.

Tenuti sotto sorveglianza da Nicola, il portavoce della Marchesa e complice dell’inganno, ricevono la signora nella dimora dell’Inviolata, ove una delle giovani donne del paese è costretta a farle da cameriera. E’ qui che, per la prima volta, si incontrano le prime differenze contestuali: la Marchesa porta con se suo figlio, Tancredi, che sembra uscito fuori dagli anni ’90, del tutto fuori tono nel contesto ottocentesco che li circonda.

Questi elementi fondamentali che vengono portati dai “nobili” sono una chiave fondamentale per percepire fin dal principio che qualcosa non è chiaro. Potreste pensare “che sia un errore nella trama?”  oppure “i protagonisti viaggiano nel tempo?”, la risposta ad entrambe le domande è chiaramente no, ma solo proseguendo nella visione avrete modo di capire cosa sta accadendo.

Per puro caso, Lazzaro e Tancledi iniziano una particolare amicizia: la prima per Lazzaro, il quale si affeziona così tanto al giovane marchesino da accondiscendere a tutto ciò che desidera ed a credere alle belle parole che gli racconta. Per un capriccio, Tancledi decide di nascondersi dalla madre tra le montagne e di richiedere un riscatto ma dopo le tante volte in cui è già accaduto qualcosa di simile, non gli dà corda ignorandolo totalmente.

La fortuna (o sfortuna nel caso della marchesa) è che la giovane figlia di Nicola, portata li per far compagnia a Tancledi, riesce a far funzionare il cellulare ed a chiamare la polizia che scopre ciò che sta accadendo e “libera” gli ignari schiavi. Questo non accade per Lazzaro, che è altrove mentre tutto ciò accade.

Essendoci già dilungati troppo con il racconto della trama, ci fermiamo qui dove parte il fulcro principale del film e vi consigliamo la visione per ulteriori informazioni a riguardo.

Tecnica

L’abilità della regista e sceneggiatrice Alice Rohrwacher era già ben nota per i film La fiumara (2006), Corpo Celeste (2011) e Le meraviglie (2014) il quale ha vinto il Gran Prix del Festival di Cannes, il premio Miglior Film del FilmFest di Munchen e molti altri ancora. Non ci ha, dunque, sorpreso che abbia vinto il premio come Miglior Sceneggiatura, ci ha invece sorpreso la tecnica che ha utilizzato per le riprese, del quale potrete leggere di seguito.

Recitazione

Dalla tematica e dai personaggi davvero particolari, il nostro premio come miglior attore di questo film va senza dubbio dedicato ad Adriano Tardilo, interprete di Lazzaro. Il suo personaggio è davvero unico ed, insieme al ritmo di recitazione, gli sguardi e le movenze, Tardillo è riuscito a far apparire nell’esatto modo il personaggio.

La partecipazione di Nicoletta Barschi e la candidatura al Festival di Cannes rendono onore alla recitazione sia del protagonista che degli altri numerosi interpreti impiegati in questo progetto. Tra l’altro, dato l’enorme numero di attori che è stato ingaggiato, crediamo sia stato davvero complicato riuscire a gestire contemporaneamente così tante personalità diverse interpretare ruoli altrettanto importanti. Ergo, riteniamo che il lavoro di gestione fatto dal team in collaborazione con la regista sia stato davvero egregio e meritevole insieme ad uno staff di attori probabilmente molto collaborativo.

Riprese

Come nei precedenti film della medesima autrice, Lazzaro Felice è stato registrato con il supporto della pellicola in Super16 e non in digitale, tanto meno in 4k come i più recenti film di quest’epoca. Come cita la stessa Alice Rohrwacher, “Non è una scelta dettata dell’estetica o dalla nostalgia, ma dall’incanto per una tecnologia bellissima, che influisce sul metodo di lavoro: mentre giriamo c’è una grande concentrazione, una cura profonda di quello che si fa, che non viene mai rubato, ma attentamente preparato e provato, anche se all’apparenza può sembrare fuggente. Dall’altra parte però, nonostante le mille prove, questo supporto conserva il mistero, l’incontro: non c’è un controllo assoluto delle immagini, il risultato sarà sempre una sorprendente combinazione della vivacità della pellicola, che gira, che si impressiona, e del nostro girare”. 

Con queste parole, possiamo chiaramente capire le motivazioni per cui la regista è così affezionata a tal metodo di ripresa. Tanto per l’affetto quanto per la trama, la tecnica sembra essere davvero la ciliegina sulla torta per una favola in chiave contemporaneamente moderna ed ottocentesca, mostra allo spettatore dei personaggi con una mentalità ancora troppo medioevale ed un santo Lazzaro che ama vedere gli altri felici.

Effetti Speciali

Chiamarli “effetti speciali” sarebbe un modo un po’ stravagante al giorno d’oggi, in Lazzaro Felice non sono presenti navicelle volanti o laser che sprizzano luci da tutti i pori, nulla è fatto al computer, è tutto composto minuziosamente con i metodi “antichi che hanno reso il nome del cinema ciò che è ora. I giochi di luce, i colori e le ambientazioni sono state create “sfruttando” la natura del nostro Bel Paese, utilizzando specialmente le zone centrali italiche e creando una congiunzione geografica tra nord e sud Italia. La bellezza naturale dei panorami italiani è il vero e proprio “effetto speciale” di Lazzaro Felice.

Colonne sonore

Le musiche create e scelte appositamente, sono di genere classico maggiormente suonate a pianoforte, ad organo oppure da un carillon, il quale percorre questo film come Lazzaro: come se il tempo non passasse. Nella parte finale del film, noterete il chiaro ruolo della musica, che segue chi ha un cuore puro, abbandonando chi, invece, non merita davvero.

Cast

  • Adriano Tardiolo – Lazzaro
  • Alba Rohrwacher – Alba Adulta
  • Luca Chikovani – Tancredi Giovane
  • Agnese Graziani – Antonia Giovane
  • Sergi Lopez – Ultimo
  • Tommaso Ragno – Tancredi Adulto
  • Natalino Balasso – Nicola
  • Nicoletta Braschi – Marchesa Alfonsina De Luna
  • Pasqualina Scuncia – Suora
  • Carlo “Carletto” Tarmati – Carletto
  • Edoardo Montalto – Pippo Bambino
  • Carlo Massimino – Pippo Adulto
  • Maddalena Baiocco – Stefania Bambina
  • Gala Othero Winter – Stefania Adulta
  • Giulia Caccavello – Teresa Givane
  • Elisabetta Rocchetti – Teresa Adulta
  • Iris Pulvano – Natalina Adulta
  • Annunziata Capretto – Natalina Anziana
  • Luciano Vergaro (detto “Catirre”) – Catirre Adulto
  • Annibale De Luca – Catirre Anziano
  • Giuseppe Corsini – Ardito Adulto
  • Marcello Duranti – Ardito Anziano
  • Alessandro Genovesi – Maresciallo Carabinieri
  • Marco Donno – Don Severino
  • Nicola Scorci – Giuseppe
  • Sofia Stangherlin – Mariagrazia
  • Silvia Lucarini – Mariù Giovane
  • Cinzia De Luca – Mariù Adulta
  • Lucia Centoscudi – Nonna Agostina
  • Anita Crucitti – Assuntina
  • Daria Deflorian – Donna Truffata
  • David Bennet – Ingegnere Svizzero
  • Antonio Salines – Nicola Anziano

Guardarlo o non guardarlo?

Cosa accadrebbe se un Santo nascesse o arrivasse ai giorni nostri? E cosa fa capire davvero chi è un Santo? Lazzaro è un uomo buono, non possiede alcun super potere e non fa miracoli, eppure c’è quel qualcosa in lui di speciale e spettacolare allo stesso tempo. E’ probabilmente questa sua espressione o la sua storia particolare, drammatica e struggente che ha colpito la critica, tanto da definirlo “la vera sorpresa” di questo Festival di Cannes.

Colpirà anche coloro che, intrigati dal trailer, dalla locandina o dalle recensioni, andranno a vedere questo spettacolare film. Lazzaro Felice ha una una nota di tenerezza che incanta anche chi non è un esperto cinofilo. Forse l’unica “pecca“, se proprio così la vogliamo definire, è la bassa risoluzione delle riprese, ma è una nota fondamentale che permette di tuffarsi a pieno in una fiabesca storia ambientata in un’era indefinita.

Come avete ben inteso, il nostro chiaro consiglio è quello di partecipare alla visione di Lazzaro Felice e di godervi l’appassionante storia di un uomo buono.

Lazzaro Felice

9.3

Trama

9.0/10

Originalità

9.0/10

Recitazione

10.0/10

Riprese ed Effetti Speciali

8.5/10

Colonna sonora

10.0/10

Pros

  • Trama incantevole
  • Effetti sonori di gran classe
  • Rispecchia a pieno la problematica dello sfruttamento e della bontà d'animo

Cons

  • Alcuni potrebbero non capirlo in principio, potrebbe volerci una seconda visione.

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