L’isola dei cani, la Recensione – NO SPOILER

Anteprime
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

L’Isola dei Cani (Isle of Dogs in lingua originale) è l’ultimo film di Wes Anderson, scritto e diretto da lui, con un cast stellare composto da Bryan Cranston (Capo), Edward Norton (Rex), Bill Murray (Boss), Jeff Goldblum (Duke), Bob Balaban (King), F. Murray Abraham (Jupiter), Koyu Rankin (Atari Kobayashi), Kunichi Nomura, Greta Gerwig, Frances McDormand, Courtney B. Vance, Fisher Stevens, Mari Natsuki, Harvey Keitel, Liev Schreiber (Spots), Scarlett Johansson, Tilda Swinton, Akira Itō, Akira Takayama, Yojiro Noda, Frank Wood, Yōko Ono e Kara Hayward.

Cuore di cane

L’Isola dei Cani è un film in animazione stop motion che racconta una storia ambientata in un futuro distopico dove il governo giapponese ha bandito ed esiliato tutti i cani, randagi e da compagnia, su un’isola di rifiuti per via di una grave accusa legata alla situazione sanitaria e medica di questi stessi animali.

Il protagonista è Atari Kobayashi, un ragazzino che decide di andare su (appunto) l’Isola dei Cani per ritrovare e salvare il suo cane, Spots, ignaro di quale sequenza di eventi innesterà la sua decisione.

Capo, Rex, Boss, Duke, King, Jupiter e Oracle sono invece i cani che saranno la guida e i custodi di Atari nel corso del suo viaggio nell’Isola.

Dog-spiracy o cos-puppet-cy?

L’Isola dei Cani è un film che è pienamente nello stile di Wes Anderson, nel bene e nel male. Cominciamo, però, parlando di tutti i lati positivi di questo film.

La regia è innegabilmente solida e ben orchestrata, dalle inquadrature al montaggio, passando per effetti speciali e fotografia. L’attenzione ai dettagli di Wes Anderson risalta ne L’Isola dei Cani, riuscendo, dal punto di vista artistico, ad essere perfino più fruibile degli altri film di Anderson in live action, dove la regia, a volte troppo statica e limitata dai capisaldi della regia di Anderson, risulta a tratti troppo pesante.

L’animazione de L’Isola dei Cani non è solo buona e convincente, ma perfetta, nei momenti più topici della pellicola, per portare su schermo immagini particolarmente significative e artisticamente potenti.

L’uso dei colori che Anderson fa è particolarmente interessante, non solo per l’attenzione e la selettività, atte anche a immergere quanto più possibile il film nelle atmosfere della cultura giapponese, ma anche per il ruolo che i colori hanno nella trama e che riesce ad essere esplicato e esplorato solo grazie all’intelligente uso delle ombre e dei tagli di luce.

Innegabilmente buone e convincenti sono anche le performanche degli attori e delle attrici del cast, anche quando si parla di parti forse troppo brevi ed asciugate, che riescono ad esprimere meglio la loro potenza soprattutto grazie ai design dei personaggi e alla loro animazione a schermo.

Ogni cane ha le sue pulci

I difetti principali de L’Isola dei Cani sono rintracciabili soprattutto a livello di trama ma creano serie domande circa la totalità del film e il suo valore e significato artistico.

Innanzitutto è ovvio l’obiettivo di Anderson di usare questa storia come metafora per le interazioni tra minoranze e gruppi di maggioranza, anche prendendo a piene mani da vari casi storici reali in cui si parla di deportazione ed eliminazione di queste minoranze.

In secondo luogo è chiaro il messaggio politico e sociale che il film vuole far passare, così come, per esprimerlo a pieno, Wes Anderson non individua colpevoli e vittime ma indica e sottolinea pregi e difetti di tutte le parti coinvolte. Tutto questo dovrebbe essere tutto un lato positivo… se non fosse che si parla di un film di animazione che dovrebbe parlare di un ragazzino in cera e del suo cane.

Innanzitutto il film è troppo vago nel scegliere il suo centro, arrivando alla fine del film senza aver trovato dei veri protagonisti, una vera trama principale o un collegamento tra le varie sottotrame che non sia pieno di buchi di trama e salti logici; dopodichè bisogna considerare, come tutto il messaggio politico e sociale si vada a scontrare con l’aspetto più leggero del film, quello che lo conferma come un film d’animazione che dovrebbe essere adatto anche ai più piccoli,  consegnando un prodotto finale non ben calibrato, dove troppe cose sembrano essere lasciate nel dubbio e nell’ambiguità.

I due difetti peggiori de L’Isola dei Cani sono sicuramente le sottotrame inutili – alcune sicuramente identificabili come presenti perchè facenti parte dello stile da sceneggiatore di Anderson – e la problematica individuazione di una tipologia di pubblico che possa godersi questo film, senza che si parli di gente interessata al nome del regista o degli attori coinvolti.

La zampata finale

In conclusione L’Isola dei Cani è un film artisticamente molto potente, ma assolutamente non adatto a tutti e che non riesce ad essere coinvolgente ed emotivo tanto quanto le premesse e la trama necessitano, rendendo solo alcune scene intense come invece avrebbe dovuto essere l’intero film.

L’Isola dei Cani è una visione obbligatoria per i fan di Anderson, consigliata per chi volesse scoprire il regista, incoraggiata per chi volesse vedere un bel film con un grande cast, sconsigliata per chi cerca un film leggero e adatto ai più giovani.

L'Isola dei Cani

L'Isola dei Cani
7.8

Regia

8.5 /10

Sceneggiatura

7.5 /10

Animazione

8.3 /10

Recitazione

8.3 /10

Godibilità/Emotività

6.3 /10

Pros

  • Regia molto solida e caratterizzante
  • Ottima recitazione di personaggi principali e secondari
  • Animazione convincente e gradevole
  • Interessante uso dei colori e dell'ironia

Cons

  • Non adatto a tutti gli spettatori
  • Presenza di sottotrame inutili
  • Effettivo centro del film non chiaro
  • Mirato ad un pubblico troppo definito

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