Mission: Impossible – Fallout, la Recensione – NO SPOILER

Cinema

Ethan Hunt e la sua squadra dell’Impossible Missions Force devono intercettare la vendita di tre nuclei di plutonio ai membri degli Apostoli, un gruppo terroristico sorto dalle ceneri del Sindacato, l’organizzazione criminale di Solomon Lane, catturato due anni prima. Qualcosa però va storto e Ethan sceglie di salvare la vita ad un compagno lasciando il plutonio nelle mani degli Apostoli. Il direttore della CIA mette il granitico agente August Walker alle costole di Ethan per tenerlo sotto controllo mentre lotta contro il tempo per sventare il piano dei terroristi.

Titolo originale: Mission: Impossible – Fallout
Genere: azione, avventura, thriller
Regia: Christopher McQuarrie
Cast: Tom Cruise, Henry Cavill, Simon Pegg, Ving Rhames, Rebecca Ferguson, Vanessa Kirby, Sean Harris, Angela Bassett, Alec Baldwin, Michelle Monaghan
Paese: USA
Durata: 147 min.
Casa di produzione: Paramount Pictures, Skydance Media, TC Productions, Bad Robot
Distribuzione Italia: 20th Century Fox Italia
Data di uscita Italia: 29 agosto 2018
Data di uscita USA: 27 luglio 2018

Tom Cruise è Mission: Impossible, Mission: Impossible è Tom Cruise. L’attore e produttore si è ormai cucito il brand addosso, sono diventati un tutt’uno, simbiotici ed inestricabili. Hanno quasi la stessa età e non sono mai sembrati così giovani. Cruise aveva solo quattro anni quando il primo episodio della serie tv originale è andato in onda negli USA. 52 anni dopo, il franchise continua a incassare milioni di dollari e Cruise mostra almeno vent’anni in meno incaponendosi a rifiutare le controfigure e a volersi cimentare personalmente in tutte le acrobazie più estreme e pericolose.

Prima di questo sesto capitolo, cambiare regista ad ogni episodio era stata la formula vincente della saga cinematografica. Brian De Palma ha dato il via alla serie col suo sguardo elegante e raffinatissimo. John Woo ha raccolto il testimone pigiando a tavoletta il pedale dell’action. J.J. Abrams, abile a coniugare la serialità televisiva con i prodotti per il grande schermo, ha ridefinito il franchise inserendo i personaggi ricorrenti di Simon Pegg e Michelle Monaghan che hanno contribuito a stringere la continuity tra i vari episodi. Brad Bird, figlio della Pixar, tira fuori il capitolo meno riuscito, eppure in grado di sfiorare i 700 milioni di dollari d’incasso globale. Poi scoppia l’amore tra Tom Cruise e Christopher McQuarrie che diventa suo collaboratore fisso, o quasi, in veste di sceneggiatore (Operazione Valchiria, Edge of Tomorrow – Senza domani, La Mummia) e di regista (Jack Reacher – La prova decisiva). Tanto è soddisfacente l’esito di Mission: Impossible – Rogue Nation, uscito tre anni fa, e tanta è ormai l’influenza di Cruise come produttore da potersi permettere di interrompere la tradizione dei registi alternati e riconfermare McQuarrie.

I due sembrano essersi apparecchiati almeno una trilogia. I cattivi della situazione, gli Apostoli, derivano dal Sindacato dell’episodio precedente ed uno dei personaggi più ambigui, non vi riveleremo chi, promette di tornare in futuro. La sceneggiatura è pura fuffa al servizio dell’action, esagera con spie e controspie, doppio gioco e triplo gioco, toglie il terreno da sotto i piedi del pubblico fin troppe volte e ricorre al mezzuccio del morto eccellente per aumentare il pathos. Per la prima metà del film, si avverte l’assenza di un villain di peso. Non basta la Vedova Bianca della bellissima Vanessa Kirby, dark lady convenzionale. Quando però si svela il vero antagonista, piuttosto intuibile seppur ben dissimulato nei trailer, allora ci si rende conto che siamo di fronte alla nemesi perfetta di Ethan Hunt.

McQuarrie non ha bisogno di gag esageratissime alla Fast & Furious, anzi, mantiene tutto sul piano del realismo. Ha imparato la lezione dello 007 di Sam Mendes, del Cavaliere Oscuro di Nolan, dei Jason Bourne, mescola tutto insieme e dà un’accelerata con un’iniezione di adrenalina. Non occorrono sequenze che sfidano le leggi della fisica, come il combattimento ormai iconico sull’esterno del TGV in corsa, o di scenografie fantascientifiche come il server subacqueo di tre anni fa. Qui è sufficiente vedere il protagonista che fa la gincana contromano in moto nel traffico di Parigi, esibirsi in una spettacolare coreografia di combattimento in un bagno pubblico (luogo ormai deputato per le scazzottate nel genere action) o rompersi per davvero una caviglia saltando dal tetto di un edificio all’altro per poi issarsi e zoppicare fuori dall’inquadratura. La cinepresa IMAX ci scaraventa in mezzo all’azione, è del tutto evidente che a rischiare l’osso del collo sullo schermo sia Tom Cruise, non una controfigura, niente digitale, solo effetti pratici, tutto ritmato da un montaggio che ha del miracoloso e che tiene il pubblico schiacciato contro la poltrona. L’approccio quasi lirico di McQuarrie riesce ad infondere nuova linfa anche ad abusati topoi come il taglio del filo per disinnescare una bomba all’ultimo secondo.

Strada facendo, Tom Cruise trova pure il tempo per insegnare ad Henry Cavill come si fa a fare Superman. Non solo lo surclassa con l’esperienza, con la recitazione e con le acrobazie ma Ethan Hunt prende sempre la decisione più giusta e più difficile quando si tratta di uccidere o di tenere in vita qualcuno, non spezza il collo ad un avversario quando ci sarebbero mille modi per evitarlo. E ci siamo capiti.

Michelle Monaghan viene spinta dentro nel finale, in maniera parecchio forzosa, per chiudere la sua linea narrativa rimasta in sospeso, congedarsi dalla saga e risolvere l’eventuale triangolo sentimentale con il personaggio di Rebecca Ferguson, qui mina vagante della situazione. Lo showdown conclusivo dell’episodio precedente era minimalista e reggeva sulla gag deliziosamente old style della gabbia di vetro. Stavolta la narrazione si dipana in tre linee narrative, una action, una thrilling e l’altra semplicemente melodrammatica. Cruise pilota davvero l’elicottero nell’inseguimento tra le montagne e la sequenza sfocia in un epilogo semicatastrofico tra Cliffhanger e la scena della scogliera in Jurassic Park: Il Mondo Perduto. Per farla breve, Tom Cruise ha trasformato Mission: Impossible in una serie di tentativi di giocarsi la pelle per il suo pubblico e McQuarrie lo aiuta a farlo con grande stile. Il minimo che potete fare per ricambiare è andare a vedere il film.

Mission: Impossible - Fallout

9

Regia

10.0/10

Sceneggiatura

6.5/10

Cast

10.0/10

Effetti speciali

10.0/10

Colonna sonora

8.5/10

Pros

  • Tom Cruise rischia la vita in tutti i modi, ci rimette una caviglia ed è tutto sullo schermo
  • La regia di McQuarrie è adrenalinica, realistica e tiene col fiato sospeso
  • Non è il miglior Mission: Impossible ma è il miglior action dell'anno

Cons

  • La sceneggiatura esaspera intrecci, controspie e doppiogiochismi

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