Ore 15:17 Attacco al Treno – La Recensione

Anteprime
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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A volte basta un nome per portare uno spettatore al cinema. Eastwood è uno di quei nomi. Il regista, dopo il grande successo di American Sniper, è tornato al cinema con un film decisamente differente, dall’emblematico titolo Ore 15:17 – Attacco al treno. Il titolo deriva dal treno su cui, il 21 Agosto 2015, venne evitata una strage, sulla tratta da Amsterdam a Parigi proprio delle 15:17.

Ci si ritrova dunque catapultati in una realtà urbana, più vicina a noi, e per questo decisamente più terrificante. Una pellicola con il sapore del documentario. Quale sarà stato il risultato finale del lavoro di Clint Eastwood?

Verità

Il fatto di cronaca: un jihadista sale, il 21 Agosto del 2015, su un treno che da Amsterdam si dirige a Parigi. Nel suo bagaglio ci sono armi e proiettili per quella che potrebbe essere una vera strage. Tre giovani americani, in viaggio per l’Europa, si oppongono al criminale, salvando i passeggeri del treno.

Eastman vuole non solo raccontare quel giorno, ma desidera raccontare come quei ragazzi siano giunti fin là. Per farlo risale alla loro infanzia, all’amicizia di questi tre giovani americani, per poi recuperarli sul finire dell’adolescenza, quando due di loro presero la decisione di entrare nelle forze armate statunitensi.

Non c’è nessuna particolare enfasi o esagerazione, gli eventi non sono accompagnati da classici cliché del genere. Il desiderio del regista di avvicinarsi il più possibile alla verità è palpabile, una scelta talmente concreta da aver spinto Eastwood a scegliere, per il ruolo dei tre giovani, proprio loro tre. Il cineasta ha potuto non solo ispirarsi alle vicende narrate nell’omonimo libro autobiografico scritto dai tre, ma direttamente dai veri protagonisti, a cui ha dato libertà anche nei vari dialoghi, chiedendo di ripercorrere tutto ciò che li ha condotti su quel treno.

Di fronte al Terrore

La pellicola presenta un forte impronta autoriale, al punto da allontanarsi dai già noti lavori di Eastwood. Un’opera che non vuole essere in alcun modo commerciale o mainstream, ma piuttosto un lavoro educativo, al fine di mostrare allo spettatore un vero e proprio documentario, più vicino possibile agli eventi successi su quel treno.

I protagonisti hanno chiaramente delle lacune nella loro recitazione, essendo dei dilettanti, ma ciò non è un problema al fine della fruizione del film. Anzi, nonostante la loro amatorialità hanno saputo destreggiarsi in un film di questa difficoltà narrativa.

La regia è decisamente ottima. Eastwood mette in campo le sue capacità per sopperire a mancanze che una pellicola del genere purtroppo non può fare a meno di avere. Il desiderio di realtà finisce per impedire determinate svolte narrative che potrebbero rendere il film più emozionante e coinvolgente, invece di molti punti ciechi che ad uno spettatore disattento potrebbero apparire buchi di sceneggiatura, ma che semplicemente fanno parte di una narrazione più realistica possibile. L’intenzione di non inventare è di fondamentale comprensione per il pieno apprezzamento della pellicola.

Conclusioni

Se siete alla ricerca di un lavoro piuttosto alla “Eastwood”, come Million Dollar Baby o American Sniper, non è assolutamente quel genere di film. Stavolta l’ex protagonista dei film di Sergio Leone ha puntato, come già detto, su una maggiore autorialità, in un esperimento che sa rivelarsi davvero di livello.

Ore 15:17 – Attacco al treno è un vero e proprio documentario, con cui il regista vuole inviarci un forte messaggio di umanità, di coraggio, di speranza. Entrando in sala con tutto ciò in mente, non resterete delusi, per una pellicola tremendamente attuale, oggi più che mai.

Dall’8 Febbraio nelle sale italiane!

Ore 15:17 - Attacco al treno

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Ore 15:17 - Attacco al treno
7.1

Sceneggiatura

7.0 /10

Regia

8.0 /10

Recitazione

6.5 /10

Colonna Sonora

6.0 /10

Originalità

8.0 /10

Pros

  • Regia di alto livello
  • Forte impronta autoriale

Cons

  • Recitazione non particolare, giustificata dall'amatorialità dei protagonisti scelti

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