Shark: Il Primo Squalo, la Recensione – NO SPOILER

Cinema

Mana One, stazione internazionale d’osservazione sottomarina, invia un sommergibile in missione esplorativa in una sezione sconosciuta della Fossa delle Marianne ma viene attaccato da un Megalodon, il più grande squalo mai esistito, vissuto nella preistoria e ritenuto estinto. Il sommergibile resta intrappolato in fondo al Pacifico e un oceanografo cinese chiede aiuto a Jonas Taylor, esperto di salvataggi subacquei che aveva già avuto a che fare con il Megalodon cinque anni prima, anche se nessuno gli aveva creduto.

Titolo originale: The Meg
Genere: azione, fantascienza, horror
Regia: Jon Turteltaub
Cast: Jason Statham, Li Bingbing, Rainn Wilson, Ruby Rose, Cliff Curtis, Winston Chao, Jessica McNamee, Masi Oka
Paese: USA, Cina
Durata: 113 min.
Casa di produzione: Apelles Entertainment, Di Bonaventura Pictures, Flagship Entertainment Group, Gravity Pictures, Maeday Productions
Distribuzione Italia: Warner Bros. Italia
Data di uscita Italia: 9 agosto 2018
Data di uscita USA: 10 agosto 2018

Dwayne Johnson chiama, Jason Statham risponde. In attesa di vederli insieme nello spin-off di Fast & Furious, le due star dell’action decidono di rovesciare le regole del genere monster-catastrofico strappando le luci della ribalta a kaiju giganti, terremoti devastanti e grattacieli in fiamme, sono abbastanza consapevoli e autoironici circa il proprio status iconico da potersi cucire addosso i panni dei veri fenomeni della natura, principali attrazioni delle rispettive pellicole che rivalutano l’elemento umano troppo spesso confinato impotente sullo sfondo. Johnson ha già avuto i suoi San Andreas, Rampage e il recente Skyscraper. Statham non vuole sfigurare e anche lui si prende finalmente il ruolo da protagonista assoluto in un blockbuster, tratto da una serie di romanzi di fantascienza di Steve Alten. Inizialmente doveva essere la Disney a produrre il film ma Alten non fu soddisfatto delle sceneggiature proposte. Lo scrittore, a quanto pare, voleva che un film su uno squalosauro capace di ingoiare due balene alla volta fosse scientificamente accurato e non dovesse scadere nel ridicolo. La palla è passata allora alla Warner e ad Eli Roth, quello degli slasher e dei cannibal, forse un po’ troppo estremo per un Jurassic Park acquatico family friendly. E, guarda un po’, arriva il divorzio per divergenze creative. In mancanza di meglio si è andati a parare a Jon Turteltaub, che ha contribuito a boicottare la carriera di Nicolas Cage, prima mettendogli addosso i panni di un Indiana Jones dei poveri con i due National Treasure e poi quelli di Apprendista Stregone rubati a Topolino in Fantasia.

Shark – Il Primo Squalo parte subito con un problema di struttura. Si apre con la sequenza thrilling che funge da back-story per il personaggio di Statham, eroe-antieroe tutto d’un pezzo, ogni parola una sentenza, tanto che ogni sua battuta o chiude la scena o è seguita da tre secondi di silenzio prima che gli altri attori possano rispondere. Balzo temporale di cinque anni. I personaggi della piattaforma Mana One vengono presentati con delle rapide strette di mano e si passa subito ad un altro incidente subacqueo, nel giro di neanche quindici minuti, senza avere il tempo di far riposare le cose e tirare il fiato tra una sequenza e l’altra.

Per imbastire un film sugli squali con la giusta carica di tensione ci vogliono due componenti fondamentali. La prima è avere dei personaggi con un buon background e creare una forte interrelazione tra di loro. La seconda è caratterizzare bene la bestia e farne avvertire la presenza durante tutto il film. Non è questo il caso. La rappresentazione dei personaggi si ferma solo sui volti noti e sulla presenza scenica dei caratteristi che compongono l’equipaggio multietnico. C’è Rainn Wilson che ha “villain” scritto in fronte, c’è l’action-girl Ruby Rose, prossima Batwoman televisiva, c’è Masi Oka, il nippo-americano di Heroes, Jessica McNamee è l’ex-moglie del protagonista, donna-trofeo da salvare e riconquistare, e poi gli attori piazzati dalla metà cinese della produzione, tra cui la splendida Li Bingbing, l’iconica Ada Wong nella saga cinematografica di Resident Evil. E questo è tutto quello che saprete sui personaggi.

Meg, che non è il diminutivo di Megan ma di Megalodon, va e viene, entra ed esce dal film. Il problema non è la presenza fisica. Anche Lo Squalo di Spielberg o lo xenomorfo di Alien erano tipi schivi da toccata e fuga. Proprio per questo, però, il thrilling era persistente. I mostri erano l’argomento frequente di tutti i dialoghi, l’intera atmosfera era gravata e resa claustrofobica dalla loro ombra, erano un cruccio per tutti, per i personaggi e per il pubblico. Meg, invece, è un effetto digitale che smette di far paura quando se ne va, anche i perché i protagonisti non sono bloccati su una bagnarola o su una sgangherata astronave ma danno sempre la sensazione di avere le risorse per controbattere. E addio paura. La tensione è sempre passeggera, mai costante.

L’attacco finale ad un lido cinese, affollato di bagnanti, salvagenti e canotti multicolore, sembra promettere bene sul piano visivo ma il PG-13 cala come una mannaia e non succede niente. Appena un po’ di panico, nessun banchettone per Meg, niente bagno di sangue, niente frattaglie, neanche un osso per il brodo. Statham ha dichiarato che avrebbe voluto più splatter e meno risate. A dirla tutta è un film che si prende fin troppo sul serio. Appena il protagonista entra in acqua si trasforma in Aquaman e lo squalo fa la figura del fessacchione. Statham diventa Road Runner che gli fa ‘Beep! Beep!’ sotto il naso e scappa e Meg diventa Wile E. Coyote che finisce nel burrone. Poca autorialità o senso del thrilling per essere Lo Squalo, troppo blockbuster per essere un trash ricercato alla Sharknado, troppo edulcorato per essere una carneficina demenziale alla Piranha 3D. Shark – Il Primo Squalo non è pesce e non è cane. Sa solo quello che non è.

Shark - Il Primo Squalo

5.4

Regia

5.0/10

Sceneggiatura

4.0/10

Cast

6.0/10

Effetti speciali

7.0/10

Colonna sonora

5.0/10

Pros

  • Qualche spassoso, seppur breve, momento di action.

Cons

  • Non c'è una tensione persistente.
  • Personaggi senza background.
  • Il PG-13 edulcora le potenziali sequenze splatter.
  • Meg è uno squalo senza personalità.

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