Shazam!, la Recensione – NO SPOILER

Cinema
Stefano Dell'Unto

Billy Batson, un problematico orfano quattordicenne affidato ad una nuova famiglia adottiva, viene scelto da un vecchio Mago per incarnare i poteri di Shazam e trasformarsi in un supereroe adulto. Billy utilizza le sue nuove capacità in modo irresponsabile insieme al fratellino adottivo Freddy ma dovrà entrare in azione per affrontare il malvagio Dottor Sivana che ha rubato i poteri dei Sette Vizi Capitali.

Titolo originale: Shazam!
Genere: supereroi, fantasy, azione, commedia
Regia: David F. Sandberg
Cast: Zachary Levi, Asher Angel, Jack Dylan Grazer, Mark Strong, Djimon Hounsou, Grace Fulton, Adam Brody, D.J. Cotrona
Paese: USA
Durata: 132 min.
Casa di produzione: Warner Bros., DC Entertainment, DC Comics, New Line Cinema, Seven Bucks Productions, The Safran Company
Distribuzione Italia: Warner Bros. Italia
Data di uscita Italia: 3 aprile 2019
Data di uscita USA: 5 aprile 2019

Shazam! è Big coi superpoteri. Il regista David F. Sandberg ha spiegato così il suo approccio al nuovo film DC-Warner. Ed è esattamente quello che Shazam! dev’essere. A prenderlo troppo sul serio, “il mortale più potente del mondo” rischia di diventare una copia sbiadita di Superman. D’altronde fu proprio sulla scia dell’Uomo d’Acciaio, nato appena due anni prima, che Bill Parker e C.C. Beck crearono Shazam, col nome di Captain Marvel, nel 1940 per la Fawcett Comics. La DC ne ha poi rilevato i diritti e, in tempi recenti, ha abbandonato definitivamente il nome originale per evitare contrasti con l’omonimo supereroe-supereroina Marvel che ha debuttato sul grande schermo proprio questo mese, guarda un po’ la coincidenza.

Per raccontare la vicenda di un bambino nel corpo di un supereroe adulto è quindi ovvia la scelta di prendere a modello la deliziosa commedia anni ’80 con Tom Hanks citandola anche esplicitamente nel corso del film. Ma non c’è solo Big in Shazam!. Si riconoscono lo spirito e il tono di tante commedie avventurose dell’epoca, a partire da quelle scritte o dirette da Chris Columbus (I Goonies, Gremlins, Piramide di Paura), senza però scadere nell’effetto nostalgia facile e modaiolo per prendere il pubblico alla pancia. Erano storie di ragazzini che si comportavano come tali ed erano spesso inadeguati di fronte alla sfida coming of age che li aspettava. In tal senso, Shazam! è l’anti-young adult per eccellenza che restituisce al pubblico adolescente il sense of wonder che gli spetta nei riguardi dei supereroi.

Perdonabile il fatto di essere l’ennesimo film imperniato sulla famiglia, anche perché è il tema portante del fumetto originale, in particolar modo nel recente reboot scritto da Geoff Johns su cui la trasposizione è ampiamente basata. Sia sul piano tonale che narrativo, la vicenda regge sulla dicotomia tra la drammatica back-story di Billy (Asher Angel), orfano in cerca della propria mamma, e quella del villain Sivana (Mark Strong, già Sinestro in Lanterna Verde), cresciuto in una famiglia disfunzionale, per il quale si può provare empatia, anche se le sue modalità sono sbagliate e i fini aberranti. Ed è così che si costruisce un buon cattivo, anche se la sua carica vendicativa si esaurisce a metà film diventando monodimensionale nel prosieguo.

Il “formaggione rosso”, come viene chiamato Shazam (in una discutibile traduzione dell’originale “Big Red Cheese” che non significa solo ‘formaggio’ ma anche ‘pezzo grosso’), si palesa con il volto simpatico e birbone di Zachary Levi, il costumone rosso di muscoli finti e il fulmine sul torace che s’illumina come un’action figure a batterie. Un pupazzone che non ha e non vuole avere l’aura mitica di Superman o quella tenebrosa di Batman.

Pare ci sia una certo distacco tra la caratterizzazione del giovane Billy, introverso e scontroso, e la sua controparte adulta, più allegra e fanfarona. Ma è giusto che sia così per un ragazzino che vive una realtà disagevole e viene improvvisamente galvanizzato dalla possibilità di essere un adulto con superpoteri. Se Billy è il motore emotivo della storia, il fratello adottivo Freddy (Jack Dylan Grazer), appassionato di supereroi e guida morale di Shazam, è il vero avatar dei giovani spettatori. I suoi duetti con Levi sono il cuore del film, coppia comica collaudata e di raffinata alchimia. Sandberg è bravo a ritagliare lo spazio giusto anche per gli altri quattro fratelli, tra cui spicca la graziosa Grace Fulton nel ruolo di Mary, ed è molto facile affezionarsi alla nuova famiglia di Billy, simpatica e sgangherata al punto giusto.

Sandberg si è fatto il nome con due horror prodotti da James Wan (Lights Out e Annabelle 2) ma qui si dimostra capace di barcamenarsi e mantenere un certo equilibrio tra il momento drammatico e quello più leggero, stempera un prologo da favola dark con le successive gag comiche. Si ride molto, ci si ferma ogni tanto ad assistere alle efferatezze PG-13 di Sivana e si riparte con le risate finché non cominciano a volare sganassoni tra i grattacieli in una versione senza destruction porn de L’Uomo d’Acciaio.

Proprio quando inizia il conflitto, il film mostra qualche debolezza, vuoi perché, come detto, Sivana è un villain che si assottiglia fino a diventare trascurabile, vuoi per quei sette vizi capitali resi da un design dozzinale, effetti digitali non sempre all’altezza e una caratterizzazione insufficiente. Si comportano come giganteschi bestioni distruttivi. Il fatto di essere l’incarnazione dei peccati dell’uomo ha peso relativo e poteva essere sfruttato molto meglio. La battaglia finale si dilunga anche troppo tra gag action e slapstick che mancano di inventiva. Sandberg sa come tirar fuori il meglio dai personaggi, dirige in maniera splendida i dialoghi e il montaggio rende tutto molto fluido e ritmato, però ha qualche difficoltà ad escogitare qualcosa di davvero nuovo o memorabile sul piano visivo. La colonna sonora di Benjamin Wallfisch, inoltre, manca di un tema iconico riconoscibile e orecchiabile. Per la cronaca, ci sono esplicite strizzate d’occhio al resto del DC Universe cinematografico (con tanto di cameo a sorpresa) e due scene durante i titoli di coda.

E’ un film dal cuore grande, terribilmente divertente, e la componente emotiva sopperisce alle altre carenze creative. Il DC Universe cinematografico procede sulla rotta giusta intrapresa con Aquaman. Quel grosso equivoco che è stata la trilogia di Zack Snyder, il mezzo passo falso di Suicide Squad e il sopravvalutato Wonder Woman sono serviti quantomeno a capire quali errori non bisognava ripetere.

Shazam!

7

Regia

7.5/10

Sceneggiatura

7.5/10

Cast

9.0/10

Effetti visivi

6.0/10

Colonna sonora

5.0/10

Pros

  • Storia coming-of-age esilarante, con un gran cuore
  • duetti spassosi tra Zachary Levi e Jack Dylan Grazer

Cons

  • il villain perde di peso durante la storia
  • l'action manca di inventiva
  • gli effetti digitali non sono sempre all'altezza e il film si dilunga troppo

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