Skyscraper, la Recensione – NO SPOILER

Cinema

Will Sawyer, veterano di guerra ed ex leader del Team di Recupero Ostaggi dell’FBI, menomato di una gamba in seguito ad un’operazione di soccorso finita male, è ora un ispettore di sicurezza dei grattacieli. Insieme alla moglie e ai due figli, Will collauda la Perla, un avveniristico grattacielo ad Hong Kong. In seguito all’irruzione di alcuni criminali, però, l’edificio va in fiamme e Will viene incolpato dell’incidente. Dovrà affidarsi alle sue sole forze per punire i responsabili e salvare la sua famiglia.

Titolo originale: Skyscraper
Genere: azione, thriller
Regia: Rawson Marshall Turber
Cast: Dwayne Johnson, Neve Campbell, Pablo Schreiber, Byron Mann, Hannah Quinlivan, Noah Taylor, Roland Møller, Chin Han
Paese: USA
Durata: 102 min.
Casa di produzione: Legendary Entertainment, Flynn Picture Company, Seven Bucks Productions
Distribuzione Italia: Universal Pictures International Italy
Data di uscita Italia: 19 luglio 2018
Data di uscita USA: 13 luglio 2018

Possiamo dividere l’attuale cinema catastrofico in due categorie: quello con Dwayne Johnson e quello senza Dwayne Johnson. Nei disaster movie tradizionali lo spettacolo è fornito da metropoli che colano a picco, centri di potere politico a stelle e strisce che saltano per aria, da uragani, magari forniti di demenziali upgrade a base di squali, da maremoti, da kaiju che se ne vanno a zonzo sfasciando del più e del meno prima che qualche robottone giunga a prenderli a pizze con un transatlantico. Tutte quelle cose, insomma, che, negli ultimi vent’anni, Roland Emmerich e Michael Bay hanno fatto e rifatto, qualche volta bene, qualche altra maluccio, finché, nel 2013, non siamo arrivati ai due estremi, il disaster porn di Zack Snyder, scenografia kitsch per le risse del Superman catarifrangente, al quale ha risposto, un mese dopo, la classe e lo stile di Guillermo del Toro con Pacific Rim. Ad ogni modo, l’elemento umano è sempre stato lì, sullo sfondo, piccolo piccolo, impotente, intrappolato perlopiù nella sceneggiatura, mentre lo schermo viene riempito dal guilty pleasure dell’apocalisse.

Dwayne Johnson, l’ex-wrestler noto come The Rock, è il game changer della situazione, il cui status di mito del genere action sta crescendo in maniera direttamente proporzionale alla sua volumetria scultorea. Puoi mettergli di fronte cataclismi di ogni tipo, il terremoto di San Andreas, i bestioni giganti del cinevideogame Rampage, perfino quest’ultimo Trappola-Inferno di Cristallo, ma sarà sempre lui a prendersi i riflettori e a portare il pubblico in sala. E’ tanto ingombrante la sua presenza da aver causato dei dissapori con qualche collega di Fast & Furious che lo ha accusato di aver monopolizzato il franchise. Invulnerabile, lui va per la sua strada continuando a mietere successi come il sequel-reboot di Jumanji, capace di incassare quasi un miliardo di dollari.

Non tutti i disaster, però, sono sparring partner adeguati per Johnson che si rimette qui nelle mani di Rawson Marshall Turber, suo regista nella buddy-comedy Una spia e mezzo, al servizio di una co-produzione cinese ambientata ad Hong Kong. La Perla, avveniristico grattacielo in fiamme, richiede uno sguardo di ampia portata, un’attitudine rodata al genere, soprattutto una punteggiatura di gag originali che possano tener desta l’attenzione. Skyscraper non denota nulla di tutto questo.

Vuoi per la volontà di tenere alto il ritmo, vuoi per l’incapacità di imbastire relazioni interessanti tra i personaggi, il film dice quello che deve sbrigandosela in un centinaio di minuti, lontano dai tempi più dilatati di Die Hard e Inferno di cristallo da cui prende spunto. Il John McClane di Bruce Willis è un antieroe fallibile e sgangherato, il personaggio di Johnson è un eroe perfettissimo a tutti gli effetti che cerca di mostrarsi umano nel rapporto simbiotico con la sua protesi che non avrà molta funzionalità all’interno della storia.

Qualunque iniezione di estrogeni appare misera di fronte all’iconico strapotere di Johnson. Ci prova Neve Campbell, protagonista della saga horror di Scream, qui perfettina pure lei e polifunzionale. E’ medico, combatte corpo a corpo ad armi pari con dei killer professionisti ed è pure hacker. Il resto del cast è composto da caratteristi poco memorabili e pesa come un macigno l’assenza di un villain carismatico.

La sceneggiatura butta lì un pretesto per mettere Johnson contro tutti e va ad intricarsi in maniera inutile risolvendosi con uno spiegone micidiale. Per gran parte del film, l’incendio è più un contrattempo che una minaccia, espediente per mettere il protagonista a fare Spider-Man per muoversi da un piano all’altro dell’edificio. La componente thrilling è risicata e poco adrenalinica, lo sguardo registico non riesce a dare le vertigini che vorrebbe. Restano le scene di combattimento, coreografate con sufficienza e dirette senza idee. Lo scontro finale tra gli specchi non pulisce neanche i piedi a quello visto in John Wick – Capitolo 2, figuriamoci a I 3 dell’operazione Drago.

La riflessione sul rapporto uomo-tecnologia è piuttosto sterile e si regge sul contrasto tra il protagonista, essere umano con appendice artificiale, e il grattacielo, opera tecnologica che rischia di essere distrutta da un fenomeno naturale innescato dall’uomo. Tutto finisce alla deriva sull’ormai abusato tema della famiglia che sta diventando la scorciatoia degli sceneggiatori pigri.

Skyscraper

4.8

Sceneggiatura

3.0/10

Regia

5.0/10

Cast

5.0/10

Colonna sonora

4.0/10

Effetti Speciali

7.0/10

Pros

  • Gli effetti speciali sono adeguati

Cons

  • Tematiche trattate in maniera fin troppo superficiale
  • Fin troppo Johnson-centrico
  • Decisamente banale

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