Your Name, la recensione del film di Makoto Shinkai [NO SPOILER]

Cinema
Alessandro d'Amito
Siberian89 o, per gli amici Sib. Geek blogger, amante di film, giochi, serie tv, fumetti, romanzi, Magic the Gathering, Hearthstone. Fanatico Caotico.
@Siberian89

Siberian89 o, per gli amici Sib. Geek blogger, amante di film, giochi, serie tv, fumetti, romanzi, Magic the Gathering, Hearthstone. Fanatico Caotico.

Una cometa nel cielo, meravigliosa tanto da sembrare un sogno, che cade sfondando la coltre di nubi. Così si apre Your Name e la nostra sbirciata nella vita di Mitsuha, liceale diciassettenne e responsabile del tempio di un paesino insieme alla nonna e alla sorellina.

A curiosare nella vita della ragazzina ci sarà anche Taki, coetaneo di Tokyo, con la differenza che il protagonista maschile si ritroverà catapultato nel corpo della giovane Mitsuha, così come Mitsuha nel corpo di Taki.

Your Name Kimi No Na Wa Makoto Shinkai

LE DIVERSE VITE DI UNO STESSO GIAPPONE

I due entreranno nelle rispettive vite a intervalli irregolari, ma comunque ravvicinati, e svilupperanno un sistema per poter comunicare tra loro. Tra regole imposte e piccole libertà concesse, Mitsuha e Taki finiscono con lo sviluppare un rapporto intimo tra di loro, senza essersi effettivamente mai parlati.

La prima cosa che Your Name ci mostra è la vivida e luminosa fotografia di Makoto Shinkai, forse ormai suo tratto distintivo sopra ogni altro aspetto, e una cura maniacale per i luoghi. Partendo con Mitsuha e con il suo piccolo paesino, iniziamo a conoscere i protagonisti di questa storia partendo dai luoghi della loro vita. È così che capiamo la frustrazione di non poter prendere un caffè se non quello in lattina da un distributore o la difficoltà di allontanarsi dai pettegolezzi quando in paese ci si conosce tutti.

Your Name Kimi No Na Wa Makoto Shinkai

Per Taki le costrizioni sono sicuramente minori, concentrate nella timidezza che gli impedisce di instaurare un rapporto con la capo cameriera del ristorante italiano in cui lavora (“Il giardino delle parole” per una agile autocitazione). Infatti, tra i due, è Mitsuha ad esprimere il desiderio di poter evadere mentre Taki si trova trascinato e coinvolto dall’intera faccenda.

VICINI MA DISTANTI ANNI LUCE

Senza addentrarsi ulteriormente nella storia, Shinkai sfrutta il pretesto dell’inspiegabile per approfondire il tema della distanza, a lui tanto caro. Partendo dalla concezione più semplice, con due persone letteralmente l’una dentro l’altra ma impossibilitate a vedersi, Your Name ci mostra come possa essere difficile restare vicini nonostante il supporto della tecnologia e delle comunicazioni.

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Come detto dallo stesso regista nella sua presentazione, proiettata prima dell’inizio del film, il suo è un inno a tutti quelli che non hanno ancora incontrato la loro persona speciale, perché quella persona esiste e ci sta cercando. Anche visivamente il film riprende molto quello che è il filo rosso del destino della cultura giapponese, che legherebbe due anime gemelle, usando la tessitura dei fili intrecciati e sfruttandola anche come metafora temporale.

Ma la distanza fisica non è tutto quello di cui Your Name ci parla. Abbiamo la differenza tra due anime del Giappone, una tradizionalista e l’altra urbanistica e consumista, abbiamo la difficoltà nei rapporti familiari, con genitori distanti o assenti, abbiamo la voglia e la determinazione di cambiare. Insomma, un tema snocciolato a fondo in ogni sua sfaccettatura, mascherato attraverso una storia d’amore e un pizzico di sovrannaturale.

LA BELLEZZA ANIMATA SU SCHERMO

Facendo un discorso puramente visivo, sono poche le cose che fanno un po’ storcere il naso. Your Name fa un uso piuttosto massiccio della computer grafica, soprattutto per quanto riguarda gli ambienti in shot dinamici, ma è sempre ben sfruttata. Per fortuna, anche quando la CGI è palese, non è mai in contrasto con l’estetica del film e permette di realizzare scene davvero suggestive.

A parte questa nota, e una sigla iniziale sul modello anime che si sarebbe potuta evitare, Your Name è semplicemente impressionante. Ogni luogo, ogni scorcio mostrato, è semplicemente reale. A partire da Tokyo, con il suo traffico e il suo via vai di gente, fino ad arrivare al più isolato bosco di montagna, ogni ambiente prende vita sullo schermo e accoglie i personaggi in perfetta naturalezza.

Your Name Kimi No Na Wa Makoto Shinkai

Le animazioni sono estremamente fluide e caratterizzano i protagonisti, anche quando questi si scambiano i corpi. C’è sempre un dettaglio o un movimento che permette di distinguere Mitsuha da Taki ed è un po’ un peccato che si sia deciso di ricorrere ad un veloce montaggio per occuparsi di tutta la fase di adattamento tra i due.

Non è sicuramente esagerato indicare Makoto Shinkai come il nuovo Hayao Miyazaki, ma è importante sottolineare che quello che Miyazaki crea con i personaggi, Shinkai lo incarna tramite le ambientazioni. Non è assolutamente una critica, ma si tratta di porre l’attenzione su elementi diversi per trasmettere uno stesso messaggio.

CONCLUSIONI

Con una fotografia e una regia meravigliose, una colonna sonora azzeccata, una storia intrigante e commovente e due personaggi per cui non è difficile simpatizzare (o immedesimarsi), Your Name è forse il film più bello che Makoto Shinkai abbia realizzato fino ad ora.

Nei nostri cinema solo per tre giorni (dal 23 al 25 gennaio) grazie a Nexo Digital e Dynit, questo nuovo lungometraggio giapponese ha tutto quello che serve per farvi commuovere.

Your Name

8.6

Trama

8.0/10

Animazioni

9.0/10

Regia

8.0/10

Fotografia

10.0/10

Musiche

8.0/10

Pros

  • Luci e colori meraviglisi
  • Luoghi vivi e reali
  • Personaggi ben caratterizzati

Cons

  • Sigla d'apertura stile anime
  • CGI a tratti strana
  • Doppiaggio deludente su alcuni secondari

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