Z-O-M-B-I-E-S, la Recensione – NO SPOILER

Cinema
Giulia D’Onofrio
Blogger, scrittrice, editor. Vive con una tazza di tè in una mano e una penna nell'altra, assolutamente convinta che le storie possano cambiare il mondo.

Blogger, scrittrice, editor. Vive con una tazza di tè in una mano e una penna nell'altra, assolutamente convinta che le storie possano cambiare il mondo.

Titolo originale: Zombies
Genere: commedia musicale per ragazzi
Regia: Paul Hoen
Cast: Milo Manheim, Meg Donnelly, Trevor Tordjman, Kylee Russell, Carla Jeffery, Kingston Foster, James Godfrey
Paese: USA
Durata: 94 min.
Casa di produzione: Disney Channel Original Productions, Disney–ABC Domestic Television, Princessa Productions, LTD
Distribuzione Italia: Disney Channel (Italia)
Data di uscita Italia: 22 settembre 2018
Data di uscita USA: 16 febbraio 2018

Trama

Cinquant’anni prima, a Seabrook si verificò un incidente alla centrale elettrica la quale provocò un’esplosione. L’impatto trasformò circa la metà della popolazione della città in zombie mangia-cervelli. Il resto degli abitanti, che non sono stati coinvolti, costruirono un muro che separò il territorio degli zombie, chiamato Zombietown, dagli abitanti di Seabrook. In seguito, il governo creò degli appositi braccialetti per far si che gli zombie controllassero la loro mania di mangiare cervelli.

Quindici anni dopo, gli studenti di Zombietown e quelli di Seabrook iniziano a frequentare la stessa scuola, Seabrook High. Lì, Zed, un giocatore di football, nonché zombie, e Addison, una cheerleader umana, si conoscono e si innamorano. I due devono quindi unificare i due gruppi a coesistere tra loro.

Recensione

Dopo la saga di Descendants, la Disney torna con un nuovo film, tutto canzoni e coreografie. Il tema principale è l’accettazione della diversità e viene riprodotto sullo schermo in modo creativo, utilizzando gli zombie.
In un momento politico come questo, il messaggio che il personaggio di Addison trasmette al pubblico quando incontra lo zombie Zed è chiaro: diverso non è sbagliato. Per quanto possa essere un argomento scontato, trasmettere determinati insegnamenti ai bambini è una scelta oculata e assolutamente corretta, anche per combattere eventuali atti di bullismo che continuiamo a vedere nelle scuole.

La trama è molto semplice (ricordiamoci che si tratta di un film per ragazzini) e parte mostrando subito i problemi dei due protagonisti: Zed è uno zombie (chiaro quale sia la difficoltà, no?) e Addison nasconde sotto la parrucca degli strani capelli bianchi che nella città dove vive, piena di stereotipi, sarebbero visti male.
La povera Addison ha dovuto convivere tutta la vita con questo segreto, nascosto sotto una parrucca bionda. Molto attuale: chi di voi non ha mai avuto qualcosa da nascondere per paura di non essere accettato? Il mondo non è rose e fiori, lo sappiamo, e Zombies si ripromette di ricordarcelo.

Tra una coreografia l’altra, si entra nel vivo: gli zombie arrivano a scuola e, come ci si aspetta, vengono segregati in classi separate. Tutto questo provoca una serie di azioni/ribellioni che portano Addison e Zed a incontrarsi.
La scena è molto carina e mostra quello che la società può spingerti a fare: finché non vede il colore della pelle e dei capelli di Zed, Addison lo tratta normalmente, ma appena scopre la sua natura reagisce d’istinto, allontanandolo. È come se qualcuno continuasse a dirci “i pomodori fanno male” per tutta la vita: magari sappiamo, o pensiamo, non sia così nel profondo, ma l’abitudine e il lavaggio del cervello possono fare grandi e pessime cose. Creare dei veri mostri. E, come dice Zed, i veri mostri non sono gli zombie:

“Sono uno zombie, ma non sono un mostro”.

Dopo questa scena, il film riprende con gli zombie che cercano di integrarsi e gli umani che li scacciano come cani randagi. Almeno finché Zed non inizia ad essergli utile [non specifico come per non fare spoiler – ndr]. Anche qui vediamo una metafora molto chiara del mondo reale: ti uso finché mi servi, poi ti getto via.
È in parte triste, in parte dolce, il modo in cui Addison e Zed sono costretti a vivere il loro rapporto al riparo da sguardi indiscreti e cattivi. Dolce, perché vediamo la semplicità di un amore giovane, certo, ma anche quello di un’amicizia oltre i pregiudizi. La scelta che potrebbe fare un bambino che non comprende perché una persona come lui debba essere diversa solo perché ha un aspetto diverso.
Molto carina è anche la canzone di coppia fra Zed e Addison, “Someday”.
Un pezzo del testo:

I know it might be crazy
But did you hear the story?
I think I heard it vaguely
A girl and a zombie
Oh, tell me more, boy
Sounds like a fantasy
Oh, what could go so wrong
With a girl and a zombie?
You’re from the perfect paradise
And I’m living on the darker side
Ooh, I’ve got a feeling
If you get to know me
Right from the start you caught my eye
And something inside me came to life
Ooh, I’ve got a feeling
If you get to know me
Someday
This could be, this could be ordinary
Someday
Could we be something extraordinary?
You and me side by side (yeah, yeah)
Out in the broad daylight
If they laugh, we’ll say
We’re gonna be someday
We’re gonna be someday
Someday, someday
We’re gonna be someday
We’re gonna be someday

Una delle cose meno piacevoli, e forse un po’ abusata, è il numero di personaggi utilizzati per pochi minuti e caratterizzati al minimo. Abbiamo una caduta di stile rispetto a Descendants, in cui troviamo anche il più nascosto personaggio con un minimo di caratterizzazione. Personaggi come Bree, migliore amica di Addison, che a poco serve per la trama, e i compagni cheerleader di Bucky, cugino di Addison e antagonista principale, avrebbero potuto essere tranquillamente evitati, evitando di conseguenza anche a noi scene inutili e ripetitive.
Interessante, invece, il rapporto tra Addison e Bucky, che porta Addison a fare la scelta “fra ciò che è giusto e ciò che è facile” (Harry Potter, sei tu?).

Nota dolente: la parte musicale. Se la canzone “Someday” è orecchiabile e molto piacevole, con allegata coreografia, è anche l’unica a non stancare. Le canzoni degli zombie sono le più ripetitive e lo stesso vale per le coreografie. La prima, fra zombie e umani, è molto bella da vedere ed è utilizzata per presentare anche le rispettive città; poi, però, il tutto diventa noioso e poco in linea con la spettacolarità solita della Disney. Un peccato, se pensiamo ai livelli raggiunti in altri film.

Se vogliamo, poi, mettere ulteriori puntini sulle i, non possiamo non citare i disastrosi effetti speciali. Su quelli che riguardano gli zombie possiamo anche passare sopra, sono guardabili, ma la parrucca di Addison… Ho visto parrucche cosplay migliori.
In pratica, Addison porta una parrucca bionda per coprire i suoi capelli bianchi, ma è ovvio dalla seconda scena che, in realtà, l’attrice stessa ha una folta chioma bionda e per tutto il film non porta alcuna parrucca. Tutto bene, detta così.
Peccato che nella prima scena l’attrice indossi effettivamente una parrucca (per spiegarci il perché la porti), per poi non metterla mai nel film (utilizzando, appunto, i suoi capelli biondi reali), facendola riapparire solo in una scena brevissima in cui la toglie per mostrare i capelli bianchi. Ecco, quella scena è inguardabile per due motivi: si vede lontano un miglio che è un montaggio (fatto male) e i fantomatici capelli bianchi… sono (ovviamente) una parrucca a loro volta.
A parte il cambio di scena pietoso, la cosa non darebbe molti problemi se la parrucca bianca non fosse la cosa più finta e di bassa qualità mai vista in un film. È davvero pessima. Lucida, una di quelle comprate per Carnevale a due euro. Dico, va bene non far portare la parrucca all’attrice per tutto il film, ci può stare, anche perché è un musical, sarebbe un bel problema farla ballare in quel modo. Ma almeno metterle in testa qualcosa che assomigli a dei capelli per le scene finali! Parliamo della Disney, non mi aspetto una qualità così bassa.

In conclusione, aggiungo un punto sui costumi: piacevoli, ma nulla di entusiasmante. Quelli degli zombie avrebbero potuto essere un po’ più particolari, ma mi accontento dei gioielli che portano alcune ragazze, che sembrano fatti con scarti meccanici e sono piacevolmente in tema.
Zombies è, insomma, un film carino, ma non al livello di molti altri.

Z-O-M-B-I-E-S

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6.6

Regia

7.0/10

Sceneggiatura

6.0/10

Cast

7.0/10

Effetti speciali

6.0/10

Colonna sonora

7.0/10

Pros

  • Si parla di accettazione e integrazione
  • Un paio di canzoni sono davvero belle

Cons

  • Le canzoni degli zombie sono ripetitive
  • I costumi non sono un granché
  • La trama è banale, aldilà del messaggio che vuole trasmettere

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